NBA, Minnesota assume Gersson Rosas, primo dirigente latino nella storia NBA

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I Timberwolves hanno deciso di assumere il colombiano Gersson Rosas come capo della dirigenza, rendendolo il primo latino a occupare questo ruolo nella storia della lega. Rosas, 41 anni, è stato per anni il braccio destro di Daryl Morey a Houston

I Minnesota Timberwolves hanno trovato il nuovo capo della loro dirigenza. Come riportato da ESPN, la scelta è ricaduta sull’ex dirigente degli Houston Rockets Gersson Rosas per il ruolo di presidente delle operazioni cestistiche. Secondo quanto riferito da The Athletic, Rosas era il terzo di quattro possibili candidati al posto di “PoBO” – insieme a lui erano in lizza anche l’attuale analista tv Chauncey Billups, l’assistente GM di Denver Calvin Booth e quello di Brooklyn Trajan Langdon – ma una volta arrivato a incontrare i principali membri dell’organizzazione dei T’Wolves è passato subito in testa alla lista, confermando il suo accordo quattro giorno con il proprietario Glen Taylor. Rosas, 41 anni, diventa così il primo dirigente di spicco di etnia latina nella storia della NBA, visto che è nativo di Bogotà, capitale della Colombia. Dopo essere entrato nella lega come stagista, negli ultimi 16 anni ha avuto un ruolo importantissimo nella costruzione dei Rockets insieme al General Manager Daryl Morey, rimanendo sempre al suo fianco tranne che per una breve e infruttuosa esperienza a Dallas come General Manager nel 2013 per tre mesi. “Gersson è una persona incredibile con cui ho potuto lavorare” ha detto Morey a ESPN. “Era da diverso tempo che ormai qui era diventato fin troppo qualificato per il ruolo che ricopriva. Si è più che meritato la sua opportunità. Minnesota scoprirà quanto sia progressista, diligente e talentuoso nel mettere assieme una squadra vincente”. Il GM ha però espresso un solo rammarico, pur con un sorriso: “Speravo che andasse a Est: avremo un avversario estremamente difficile da superare nella nostra conference”.

Che decisioni attendono Rosas con i Timberwolves

Oltre al suo ruolo nella dirigenza dei Rockets, Rosas negli ultimi anni ha lavorato anche per la nazionale statunitense come scout internazionale, ampliando il suo ventaglio di conoscenze e di esperienze. E gli serviranno tutte per guidare i Minnesota Timberwolves in un’esperienza in cui non avrà totale carta bianca: il proprietario Taylor, infatti, ha sostanzialmente imposto la presenza del General Manager Scott Layden (confermato anche dopo l’allontanamento di Tom Thibodeau) e dell’allenatore Ryan Saunders, che dovrebbe essere confermato dopo il finale di stagione passato in panchina. Soprattutto, Rosas è atteso a una serie di decisioni non semplici, a partire dalla definizione del futuro di Andrew Wiggins. Il canadese è il più grosso punto di domanda del roster della squadra, visto che nell’ultima stagione è sembrato regredire invece di migliorare come ci si aspetterebbe da un ex prima scelta assoluta arrivata al quinto anno nella lega e, soprattutto, proprietario del contratto più oneroso della squadra (27.5 milioni il prossimo anno).

Dando per scontata la centralità di Karl-Anthony Towns nel progetto e con la speranza che la salute assista Robert Covington e Dario Saric, delle decisioni andranno prese anche sugli altri membri del roster come Jeff Teague (al suo ultimo anno per 19 milioni di dollari), Gorgui Dieng (nella speranza di cedere i suoi 16 milioni) e free agent come Taj Gibson, Tyus Jones (restricted) e soprattutto Derrick Rose. L’MVP del 2011 si è guadagnato un contratto superiore a quello firmato al minimo salariale e il resto della NBA potrebbe essere interessato a offrirgli anche un posto da titolare invece che quello dalla panchina che gli darebbero i T’Wolves (se dovesse rimanere Teague). Con la situazione salariale a metà del guado – sopra il cap con 9 contratti garantiti, ma sotto la luxury tax –, Rosas non ha troppe opzioni a disposizione per migliorare la squadra se non le eccezioni salariali (quella da 9.2 milioni e la bi-annual da 3.6) e la scelta in Lottery (hanno le decime migliori probabilità di scegliere alla 1 con il 3% delle palline e il 13.9% di finire in top-4). Servirà un bel po’ di immaginazione e tanto duro lavoro: le due caratteristiche per cui i Timberwolves hanno deciso di assumerlo e di affidargli la direzione della squadra.

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