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Playoff NBA, Boston-Milwaukee Gara-4 101-113: Giannis dice 39, i Bucks vanno sul 3-1

NBA

Con un Giannis Antetokounmpo da 39 punti e 16 rimbalzi e con una panchina ancora una volta decisiva, i Bucks vincono anche gara-4 e si portano sul 3-1 nella serie con Boston. Ai Celtics non servono i 23 punti con 10 assist di Kyrie Irving, tirando solamente col 38% dal campo

IL PEGGIOR IRVING NEL PEGGIOR MOMENTO POSSIBILE

HARDEN SUPERA DURANT, ROCKETS SUL 2-2

VIDEO.TUTTI GLI HIGHLIGHTS

Dopo gara-3, Giannis Antetokounmpo aveva detto che i Milwaukee Bucks avevano fatto “il loro lavoro” nel portare a casa almeno una vittoria da Boston, e che tutto quello che sarebbe arrivato in gara-4 sarebbe stato un bonus. Bene, il bonus è arrivato, e pure bello grosso: grazie alla sua prova mostruosa da 39 punti e 16 rimbalzi, la miglior squadra della regular season ha vinto anche gara-4 portandosi sul 3-1 nella serie coi Celtics, procurandosi ben tre occasioni per andare alle finali di conference. Un successo costruito non solo sulla grandezza del probabile MVP, ma anche su una panchina che ha fatto di nuovo la differenza: il parziale decisivo è arrivato infatti nel terzo quarto quando coach Budenholzer è stato costretto a togliere Antetokounmpo e Khris Middleton, entrambi con problemi di falli. In quel momento però le sue riserve, guidate da un George Hill da 15 punti (9 nel terzo quarto) e Pat Connaughton (9+10), hanno messo assieme un sorprendente parziale da 17-7 in grado di mettere dieci punti di distanza tra le due squadre, peraltro senza poter contare neanche sul terzo realizzatore della squadra Eric Bledsoe anche lui in panchina. Ancora una volta chi ha vinto il terzo quarto ha poi vinto la partita, con Antetokounmpo che ha chiuso i giochi realizzando 17 punti nella frazione finale - mettendo la parola fine alla gara e probabilmente alla serie. "Quando i giocatori forti hanno un’occasione del genere non se la fanno sfuggire" ha detto Antetokounmpo dopo la gara, trovando il modo di vincere nonostante il 21.6% da tre dei suoi (8/37, anche se lui ha tirato 2/5) e un Middleton da 13 punti con 4/19 al tiro.

Non basta il rientro di Smart, fischi dei tifosi a fine gara

A rappresentare meglio di qualunque altro dato l’andamento della partita c’è il dato dei punti dalla panchina: quella dei Bucks ha prodotto 32 punti contro i soli 7 di quella dei padroni di casa, confermando quanto già visto nella partita precedente (42-16). Ai Celtics non è bastata neanche la spinta emotiva del ritorno di Marcus Smart, che con tre punti (1/7 dall’arco) è stato paradossalmente il miglior realizzatore tra le riserve di Boston, visto che sia Gordon Hayward che Terry Rozier hanno chiuso con 2 (1/5 al tiro per entrambi). Le percentuali al tiro hanno finito per condannare i biancoverdi: la squadra di coach Stevens ha tirato sotto il 38% dal campo e con il 22% da tre punti (9/41), pur mandando un quintetto tutto in doppia cifra. Il migliore, almeno statisticamente, è stato ancora Kyrie Irving con 23 punti, 6 rimbalzi e 10 assist, pur tirando ancora male (7/22 dal campo, 1/7 da tre) scendendo a 19/62 e 4/20 dall’arco nelle ultime tre partite. Dietro di lui ci sono i 20 con 6 rimbalzi e 5 assist di al Horford, i 18 di Marcus Morris, i 17+10 di Jayson Tatum e i 16 di Jaylen Brown, con la squadra che è stata accompagnata dai fischi del TD Garden al termine della partita in quella che potrebbe essere stata l’ultima gara a Boston di diversi giocatori, tra cui Irving e Horford. Il domenicano, però, non è ancora pronto ad alzare bandiera bianca: “So che secondo il mondo là fuori non abbiamo una chance” ha ammesso dopo la gara. “Siamo al punto più basso di questo gruppo, è la realtà. Ma dovremo mostrare voglia di combattere mercoledì in gara-5”. Servirà davvero un’impresa per tenere aperta questa serie: in stagione i Bucks non hanno mai perso tre partite in fila, quelle che invece servono ora ai Celtics per superare il turno.

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