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Playoff NBA: Toronto non è solo Leonard, travolge Philadelphia e si porta sul 3-2

NBA

Toronto domina sin dalla palla a due, scappa via nel secondo quarto e non si volta più indietro: Embiid gioca nonostante la febbre ma non incide, i Raptors invece chiudono con tutto il quintetto in doppia cifra e si avvicinano alla finale di Conference

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Toronto Raptors-Philadelphia 76ers 125-89

Per una volta, non ha dovuto fare tutto da solo (o quasi). Kawhi Leonard chiude con 21 punti e 13 rimbalzi una partita dominata dai Raptors sin dalla palla a due grazie al contribuito di un quintetto tutto in doppia cifra e di una rotazione allungata soprattutto nel finale. Nell’ultimo quarto infatti il match non aveva più molto da dire, dopo che Toronto era agevolmente arrivata a toccare anche le 30 lunghezze di vantaggio. Il margine massimo arriva poco prima della sirena, quando due punti di Powell portano a 40 la mostruosa distanza tra le squadre, che ben racconta la serata no dei Sixers. Non è solo questione di adattamenti e scelte degli allenatori: a Philadelphia infatti manca tutto. Joel Embiid ad esempio, assente durante la sessione di tiro mattutina perché ancora febbricitante e sceso sul parquet in pessime condizioni fisiche. Il risultato è un modesto 5/10 al tiro, 13 punti, sei rimbalzi e poco altro. Al suo fianco Ben Simmons, altro giocatore finito sul banco degli imputati dopo l’ennesima partita incolore: sette punti, sette rimbalzi, quattro assist e una serie infinita di limiti, disfunzionalità che fanno il gioco degli avversari e cattiva gestione del pallone. Il risultato è che i due leader della franchigia raccolgono più palle perse (13) che canestri dal campo (8), così come fatto da tutta Philadelphia in un primo tempo disastroso che spacca in due il match. Ne approfitta Toronto, che ritrova punti da Kyle Lowry (19, con sei rimbalzi) e chiude con Pascal Siakam miglior realizzatore a quota 25 con un eloquente +35 di plus/minus in 34 minuti. Danny Green fa il suo tirando 5/7 dall’arco; un bersaglio in meno rispetto a tutti i Sixers messi assieme. Ennesima dimostrazione di come non ci sia mai stata partita in gara-5.

Leonard tira il fiato, troppi i limiti di Philadelphia

Il parziale decisivo è quello del secondo quarto: 37-17 in favore dei Raptors, che poi gestiscono senza troppo affanno il vantaggio; a una sola partita di distanza dalla seconda finale di Conference negli ultimi quattro anni (e nella storia della franchigia). Appaiono invece evidenti tutti i limiti di Philadelphia, incapace di incidere dall’arco e di trovare alternative nel momento più delicato della stagione. Una sconfitta che pesa, ma che, come dice coach Brown, “vale soltanto per uno. La prossima sfida si ripartirà di nuovo dallo 0-0”, con la speranza in casa Sixers di recuperare Embiid; chiaramente in difficoltà fisica e incapace di essere dominante come al solito. Il più felice di tutti invece è Kawhi Leonard - tornato sulla Terra come può ritornare umano un giocatore in grado di schiacciare con facilità sulla testa del n°21 di Philadelphia – che per una volta non deve fare gli straordinari, godendosi gli ultimi otto minuti di gara comodamente seduto in panchina, al termine di una prestazione da 7/16 al tiro, quattro assist, zero palle perse e ancora meno rischi. Una boccata d’aria per l’uomo bionico dei Raptors; l’ennesima pessima notizia per i Sixers ormai spalle al muor in vista di gara-6 - domani notte al Wells Fargo Center di Philadelphia.