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15 maggio 2019

Playoff NBA, Golden State-Portland gara-1 116-94: Curry ne fa 36, Warriors in controllo

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Nessun problema per i campioni in carica, che controllano la prima sfida ai Portland Trail Blazers dal secondo quarto in poi toccando anche il +22. Notte speciale per Steph Curry, autore di 36 punti nella sfida al fratello Seth che si ferma a 3. Decisivi anche i 26 di Klay Thompson per il punto dell’1-0

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No, le finali di conference non sono come le semifinali, e i Portland Trail Blazers se ne sono accorti subito. Due giorni dopo aver vinto una tesissima gara-7 sul campo dei Denver Nuggets, Damian Lillard e C.J. McCollum hanno provato sulla propria pelle quale differenza ci sia nell’affrontare i campioni in carica, specialmente con uno Steph Curry in queste condizioni. Il numero 30 degli Warriors ha chiuso con 36 punti e 9/15 dalla lunga distanza, costruendo un’altra prestazione scintillante sul secondo tempo di gara-6 contro Houston e vincendo la sfida familiare con il fratello Seth, fermo a 3 punti con 1/7 al tiro uscendo dalla panchina. A dar man forte a Curry ci ha pensato ovviamente Klay Thompson, autore di 26 punti pur senza tirare benissimo (10/24 dal campo e 3/9 da tre), con il solo Draymond Green ad accompagnarli sopra la doppia cifra (12+10 con 5 assist, 2 recuperi e 3 stoppate). La vera differenza rispetto alla serie precedente per Golden State è la possibilità di schierare tutti i membri del roster: coach Steve Kerr ha utilizzato 11 giocatori già nel primo tempo e ha mandato a referto tutti tranne il solo Jacob Evans, entrato solo a 2:30 dalla fine. La gara è rimasta sotto la doppia cifra di distanza solo fino all’ultimo quarto, quando gli Warriors hanno piazzato una frazione da 39 punti per chiudere i conti, trovando anche il tempo di far rientrare in campo Damian Jones, fuori dai giochi addirittura dall’1 dicembre.

Attacco disinnescato e difesa a picco: Blazers male in gara-1

Per i Blazers la sconfitta serve come lezione per capire dove poter migliorare già da gara-2. In difesa non sono riusciti a contenere Curry, senza adattare il proprio schema difensivo “conservativo” (cioè con il lungo che rimane a protezione dell’area sui pick and roll) subendo i tiri dal palleggio del due volte MVP (le 9 triple pareggiano la terza miglior prestazione di sempre ai playoff), ed è probabile che già nelle prossime si veda molta più pressione con i raddoppi su quella situazione di gioco, anche a costo di giocare 4 contro 3 con gli altri. Interrogato a riguardo, però, coach Terry Stotts ha risposto in malo modo dicendo "Quando ne ha fatti 33 in un tempo contro Houston lo raddoppiavano oppure no?", e quando ha ricevuto risposta affermativa ha aggiunto solo "Daremo un'occhiata a tutto". In attacco, invece, i Blazers hanno mandato cinque giocatori in doppia cifra ma nessuno sopra quota 20, con Damian Lillard che si è fermato a 19 e McCollum a 17, gli stessi di Rodney Hood e Maurice Harkless, mentre Enes Kanter ha chiuso con 10 punti e 16 rimbalzi. In generale però l’attacco di Portland è stato disinnescato dalla difesa di Golden State, capace di tenere gli avversari al 36% dal campo e il 25% da tre punti (7/28), oltre a forzare la bellezza di 21 palle perse da cui hanno ricavato 31 punti. Impossibile pensare di vincere alla Oracle Arena con questa inconsistenza, che ci sia Kevin Durant o no: in gara-2 servirà un’altra prestazione per evitare di andare subito sotto 0-2 senza neanche che KD sia rientrato nella serie.

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