Playoff NBA, Leonard-Antetokounmpo ora è duello diretto: gara-4 su Sky alle 2.30

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In gara-3 Kawhi Leonard si è occupato più spesso della marcatura diretta di Giannis Antetokounmpo, una mossa che coach Nurse potrebbe replicare in gara-4 ma che non nasconde delle insidie per i canadesi

IBAKA SA COME RIMONTARE DA 0-2

Nelle prime due gare della serie Giannis Antetokounmpo e Kawhi Leonard si sono osservati prevalentemente da lontano, quasi con regale rispetto. Risultato: Bucks 2, Raptors 0. Nella sfida a scacchi tra le due panchine, a fare la mossa che tutti si aspettano tocca quindi a coach Nick Nurse, quello chiamato a sparigliare un duello che vede i suoi soccombere. Lo scontro tra pretendenti MVP di questi playoff 2019 (Steph Curry permettendo…) diventa diretto. A Leonard viene affidato con più frequenza il compito di marcare Antetokounmpo, che nel frattempo nelle prime due gare aveva accumulato 54 punti, 31 rimbalzi e 11 assist. Uno sguardo al tabellino di gara-3 sembra far intuire che la mossa abbia funzionato: il greco nella sua prima esibizione della serie alla Scotiabank Arena chiude con soli 12 punti (ma 23 rimbalzi, 7 assist e 4 stoppate, una prestazione comunque davvero completa) e solo 5/16 dal campo, finendo anche con 8 palle perse. A supporto arrivano anche alcune statistiche avanzate, che raccontano di come – nei 41 possessi in cui Leonard ha difesa direttamente su Antetokounmpo – il n°34 dei Bucks in gara-3 non va oltre i 4 punti con 2/12 al tiro, e in generale il suo offensive rating nella serie cala di 24.1 punti su 100 possessi quando a occuparsi di lui arriva l’ex giocatore degli Spurs, che lo costringe a tirare il 25% generando più palle perse che assist. Sulla scia dell’ottimo lavoro di Leonard tutta la difesa dei canadesi si è comportata meglio nella vittoriosa gara-3 che nei due precedenti incontri: l’efficienza offensiva dei Raptors è scesa a 0.95 punti per possesso (addirittura di 0.73 punti per possesso il dato sull’attacco a metà campo) rispetto agli 1.08 e gli 1.24 di gara-1 e gara-2, e ad aggiungersi alle 8 perse di Antetokounmpo ce ne sono state altre 12, a portare il totale di squadra a 20. Pensare però che la ricetta per una facile vittoria anche in gara-4 per Toronto sia tutta qui – mandare Leonard sulle piste di Antetokounmpo fin dalla palla a due – è però tanto ingenuo quanto sbagliato, per più di un motivo. 

Il difficile equilibrio tra attacco e difesa per Kawhi Leonard

Se Toronto-Milwaukee fosse la sfida Antetokounmpo-Leonard la pallacanestro sarebbe uno sport individuale. Così non è, e contro l’idea che coach Nurse possa scegliere di sacrificare la propria superstar in marcatura su Antetokounmpo per 48 minuti vanno tenuti in considerazione diversi fattori. Il primo: Leonard (dietro a James Harden e D’Angelo Russell) è il giocatore con il più alto usage rate di tutti i playoff, un dato che fotografa il suo ruolo centrale all’interno dei possessi d’attacco dei Raptors. Così centrale che quando Leonard non è in campo l’attacco di Toronto – che con lui produce 110.2 punti per 100 possessi – scende a un misuro offensive rating di 83.8, una forbice di 26.4 punti per 100 possessi semplicemente enorme. In pratica: i Raptors e Nick Nurse non possono rinunciare a Leonard in attacco e sfiancarlo per 40 o più minuti difensivamente su Antetokounmpo potrebbe forse limitare il greco ma avrebbe risultati deleteri per la produzione offensiva dei canadesi. “Certo, in Kawhi abbiamo forse il miglior giocatore NBA sommando attacco e difesa – ammette Kyle Lowry - per cui forse possiamo aiutare meno di squadra su uno come Antetokounmpo, lasciandogli Kawhi in marcatura uno-contro-uno. Allo stesso tempo però se si vuole limitarlo è necessario farlo di squadra, marcandolo con più giocatori, proponendogli matchup diversi. Lo abbiamo fatto con 4-5 giocatori in gara-3, per cercare di essere il meno prevedibili possibile”. “Nessuno da solo può marcare Antetokounmpo – conferma il diretto interessato, Kawhi Leonard – ci vuole l’impegno di tutta la squadra. Ed è quello che abbiamo fatto: tutti i miei compagni hanno fatto un passo avanti accettando la sfida di marcarlo”. 

Il lusso di Budenholzer con Antetokounmpo

Una sfida che, dall’altra parte, Antetokounpo (e coach Budenholzer) hanno avuto il lusso di non dover accettare a tutti i costi a ruoli invertiti, destinando Khris Middleton e all’evenienza anche Malcolm Brogdon in marcatura su Leonard, di cui si è occupato invece in maniera diretta solo saltuariamente “The Greek Freak”. Per le caratteristiche fisiche e tecniche di Middleton – buon difensore, solido anche come struttura fisica, capace di accettare la sfida uno-contro-uno con Antetokounmpo – e per quelle tecniche dello stesso greco, che forse dà il meglio di sé come difensore quando può agire da libero, in aiuto su tutto e tutti, Mike Budenholzer ha il lusso di poter stancare meno la propria superstar, sia evitando di affidargli per lunghi tratti la superstar offensiva, sia impiegandolo meno in generale, tanto come minuti (poco oltre i 33 a sera, contro i 39 di Leonard) che come usage rate (31.2%), senza per questo risentirne in maniera tragica. Se infatti i rating di squadra calano senza Antetokounmpo in campo – l’attacco produce 5 punti per 100 possessi in meno, la difesa ne concede 2.5 in più – la forbice nell’efficienza di squadra è di neppure 8 punti per 100 possessi, contro il dato monstre di 26.4 per Leonard. Merito di un supporting cast e di una panchina – quelli dei Bucks – che hanno prodotto di più dei corrispettivi canadesi, ennesima riprova che una sfida di finale di conference finisce per decidersi nel confronto squadra-contro-squadra (da 1 a 12 giocatori) e non in un duello individuale tra le due superstar di squadra. Che però, c’è da esserne certi, regalerà anche in gara-4 grandissime emozioni, da seguire in diretta a partire dalle 2.30 su Sky Sport NBA, con il commento di Paola Ellisse e Davide Pessina. 

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