Mercato NBA: Los Angeles Lakers, LeBron James prova a convincere Leonard e Butler

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Il n°23 gialloviola avrebbe contattato nei giorni scorsi due dei principali free agent della prossima estate, per iniziare a parlare con loro di un possibile passaggio in estate ai Lakers: basterà questo alla squadra di Los Angeles per assicurarsi almeno uno dei due talenti?

LE SQUADRE CHE POSSONO SPENDERE QUESTA ESTATE PER I FREE AGENT

LA LISTA DEI MIGLIORI FREE AGENT

La lunga estate di LeBron James è iniziata con largo anticipo rispetto alle previsioni, dopo il mancato approdo ai playoff e una sessione di mercato in salita anche a causa dell’addio improvviso dato a Magic Johnson. E mentre la striminzita dirigenza gialloviola continua ad azzuffarsi tra dichiarazioni avvelenate e ripicche, c’è da mettere in piedi una strategia per il mercato per garantire al nuovo coach Frank Vogel un roster di primo livello. Una delle armi da usare in fase di trattativa - soprattutto con i free agent da convincere non solo a suon di dollari – sarà proprio LeBron: il suo fascino, la possibilità di dividere il parquet con lui (spesso garanzia di successo) e anche la sua intercessione diretta all’interno delle trattative. Il tampering (ossia la pressione indebita fatta verso giocatori sotto contratto con altre squadre) per i giocatori è diventata ormai concetto labile e difficilmente multabile: come si può stabilire se una telefonata tra James e Irving ad esempio – ex compagni, amici e campioni NBA insieme nel 2016 – sia soltanto un gesto d’affetto o un modo per convincere l’uno a scegliere la squadra dell’altro? Per quello tutti sanno che LeBron, come molti altri, all’occorrenza è il primo a contattare colleghi, amici e rivali per fare pubbliche relazioni, per sondare il campo e magari avanzare anche proposte. Secondo quanto raccontato da Brian Windhorst di ESPN – da sempre vicinissimo a James – il n°23 dei Lakers avrebbe contattato nei giorni scorsi sia Kawhi Leonard che Jimmy Butler; avversari nella semifinale di Conference a Est e possibili futuri compagni di squadra nei sogni di LeBron: “Da quello che sono riuscito a captare – racconta Windhorst – lui ha già iniziato a cercare di reclutare nuovi giocatori: ha sentito Leonard a ha avviato contatti anche con Butler. In fondo non c’è tampering se a muoversi è un collega… Non conosco i dettagli, non so se ha inviato messaggi o fatto direttamente alcune telefonate, ma quello che mi domando è se basti una cosa del genere, o al massimo una cena con James, per superare gli ostacoli che potrebbero insorgere da trattative del genere”. A Los Angeles al momento basta anche soltanto questo: LeBron non rischia di dover pagare multe e questo è già un passo in avanti rispetto al passato.

Le tante offerte per Leonard e l’interesse reciproco con Butler

In casa Lakers infatti, a parte lo spazio salariale (due contratti al massimo non possono entrare al momento nel cap dei losangelini, a qualcuno toccherebbe fare in teoria dei grossi sacrifici per prendere entrambi) e la disponibilità a parole di LeBron, restano un bel po’ di problemi da risolvere, in una squadra che non appare in grado al momento di tenere la barra dritta. Leonard è stato più volte accostato ai Clippers e nel frattempo sta riscrivendo la storia dei Raptors, mentre per Butler le cose sono leggermente diverse: dopo il saluto affidato ai social rivolto al pubblico dei 76ers letto da molti come un addio, tanti cronisti sono pronti a scommettere sul fatto che di fronte a un’offerta da massimo salariale l’ex T’wolves si trasferirebbe di corsa ai Lakers. A riguardo interessante il punto di vista del Philly Voice, che ha ritirato fuori dal passato un articolo di Adrian Wojnarowski datato 21 settembre 2018: Butler al tempo era in rotta con Minnesota, ma ancora senza una destinazione certa. Tra quelle vagliate c’erano Clippers, Nets e Knicks: niente Lakers, anche perché veniva segnalato il fatto che “la presenza di LeBron James per lui è un deterrente importante”. Uno stralcio scomparso da quell’articolo, prima rivisto e poi definitivamente rimosso dal sito di ESPN. La situazione a otto mesi di distanza è ben diversa, ma i complottisti sono serviti: perché cambiare così le cose? C’è già qualcosa di avviato? Nelle prossime calde settimane di mercato riceveremo tutte le risposte a riguardo.

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