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03 giugno 2019

Finals NBA: Andre Iguodala e la tripla che ha deciso gara-2 nel finale

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Il bersaglio dalla lunga distanza arrivato a 5.9 secondi dalla sirena firmato dal n°9 di Golden State ha regalato ai bi-campioni in carica un successo decisivo per riprendere in mano la serie, nonostante gli infortuni, le difficoltà e il fattore campo a sfavore

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Una tripla di Andre Iguodala a 5.9 secondi dalla sirena decide gara-2, permette agli Warriors di pareggiare una serie nelle condizioni peggiori, di prendersi il fattore campo e di superare uno dei momenti più complicati degli ultimi mesi. Tutto grazie a un canestro dalla lunga distanza del n°9 di Golden State, l’arma con cui pensi che i bi-campioni in carica non possano mai colpire. La zampata del fenomeno, quello che sa rispondere presente quando conta di più, quando il destino non ti lascia scampo, come accaduto agli Warriors – pessimi per 24 minuti, sontuosi per i successivi 20 e poi crollati nel finale proprio quando sembravano ormai essere riusciti a mettere le mani su un successo fondamentale. I tiri liberi di Kawhi Leonard a quel punto avevano tenuto a galla i Raptors, ritornati sul -2 e con la possibilità di giocare con i 24 secondi e prendersi un’ultima chance per pareggiare. La difesa aggressiva dei canadesi sfiora più volta il recupero, contesta il pallone Curry che scarica in emergenza su Shaun Livingston, che riapre sul già citato Iguodala. Una vittoria per la difesa di Toronto, un tiro aperto per un giocatore incapace di segnare una tripla nelle ultime cinque gare di playoff (0/11 complessivo) e reduce nel match da un bersaglio pesante – arrivato in una fase cruciale del terzo quarto – e un paio di errori da lontano. Insomma, il n°9 Warriors è stato costretto a fare i conti con i propri demoni, in una partita in cui un colpo alla testa che avrebbe steso chiunque era riuscito a mettere al tappeto anche lui. Uno scontro a sorpresa dopo il blocco portato alle sue spalle da Marc Gasol, un impatto violento con la nuca che aveva costretto Iguodala – finito carponi sul parquet – a prendere la via degli spogliatoi con leggero anticipo rispetto all’intervallo lungo. Fino a quel momento per lui zero punti a referto in un primo tempo complicato a livello di gioco e di efficacia per Golden State, per poi tornare sul parquet nella ripresa più forte, convinto e in palla di prima. Tutto per ritrovarsi con in mano la palla più pesante della partita, della serie e dell’intera stagione degli Warriors. Solo rete, come nella migliore delle tradizioni per un giocatore che ha imparato a essere decisivo quando conta di più.

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