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NBA Finals 2019, Pessina su gara-2: "Steph Curry decisivo coi blocchi ciechi"

NBA

Nel secondo appuntamento della rubrica "League Pess", il talent di Sky sottolinea l'importanza, anche lontano dal pallone, di Steph Curry nella vittoria sul campo di Toronto che impatta la serie sull'1-1, dimostrando perché i campioni sono campioni (fino a prova contraria)

"LEAGUE PESS": GUARDA LA PRIMA PUNTATA. VIDEO

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TORONTO — Gara-2 secondo Davide Pessina incorona una volta in più, se ce ne fosse ancora bisogno, i Golden State Warriors. Una grande squadra, dice, perché “le grandi squadre sono quelle che trovano sempre delle risorse, magari inaspettate, magari insperate, soprattutto nei momenti di difficoltà”. E così, dopo essere andati all’intervallo sotto di 5, “qualcosa è cambiato. Hanno corso loro, hanno impedito a Toronto di correre, hanno trovato protagonisti non troppo attesi e hanno messo la pressione sui padroni di casa che finalmente, per la prima volta in queste Finals, hanno dimostrato di accusare un po’ il palcoscenico in questo terzo quarto, e si sono un minimo sciolti — più che sciolti, disuniti. Non una grande lucidità nella scelta dei tiri, non l’aggressività difensiva che ha permesso loro di correre — e l’han pagata”, come succede sempre contro le grandi squadre. “E ripeto — sottolinea Pessina — Golden State lo è”. A partire dalla sua superstar n°1, Steph Curry, che come tutti i grandi giocatori trova “sempre un modo di far male alle difese avversarie”. Come? Lo spiega così: “Non cerca a tutti i costi di essere protagonista, non cerca a tutti i costi il pallone ma lavora nella partita, lavora per gli altri”. E mette l’accento su un particolare tecnico: “I blocchi ciechi. In questa partita ne ha fatti almeno 3-4 che hanno liberato Livingston e compagnia per degli appoggi facili al ferro. Questo vuol dire essere grandi giocatori, sapere di cosa la tua squadra ha bisogno da te in ogni momento e sfruttare l’attenzione difensiva a vantaggio di tutti. Steph Curry in questo è straordinario”. “Proteggere l’area e mettere fisicità nel proprio pitturato e da lì correre in transizione” sono state invece le armi vincenti di Toronto per una gara e mezzo. “Dal terzo quarto in poi di gara-2 invece ha concesso di più, con meno presenza in area Golden State è arrivata più facilmente al ferro, ha avuto tiri con percentuali più alti e questo non ha permesso a Toronto di andare in transizione come in gara-1. E Toronto a metà campo ha dimostrato di fare un po’ fatica in questa seconda gara”. Fondamentale, dice Pessina, ritrovare quella fisicità dietro un po’ smarrita nel secondo tempo, “una chiave importante proprio perché da lì parte la transizione e il gioco a campo aperto”.