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Finals NBA: Klay Thompson non recupera dall'infortunio, fuori in gara-3

NBA

Golden State ha provato fino all'ultimo istante a recuperare Thompson, testando fino a pochi minuti dalla palla a due le sue condizioni fisiche: la decisione alla fine è stata quella di preservarlo in vista delle prossime sfide, andando contro anche alla volontà del diretto interessato che avrebbe voluto giocare a ogni costo

IL RACCONTO DEL MATCH

Il grande dubbio che ha accompagnato i tre giorni scarsi di vigilia della sfida viene sciolto soltanto pochi minuti prima della palla a due: Klay Thompson, uscito a causa di un infortunio al bicipite femorale sinistro nel quarto periodo di gara-2, non è riuscito a recuperare dal problema fisico. Per lui niente gara-3, la prima sfida di playoff saltata dopo un filotto da 120 match consecutivi, tutti giocati da titolare affrontando infortuni e problemi di ogni tipo – ogni riferimento alla caviglia slogata durante le Finals 2018 contro Cleveland non è puramente casuale. Thompson era l’unico componente degli Hampton Five – il quintetto dei sogni degli Warriors – a non aver saltato neanche una partita di post-season; uno dei pilastri su cui Steve Kerr ha sempre potuto fare affidamento in questi ultimi cinque anni. Tutta la lunga fase di riscaldamento e le conferenze pre-partita erano state accompagnate dall’attesa di un verdetto che Golden State ha provato a rimandare il più a lungo possibile, ma stando alle indiscrezioni fatte filtrare da ESPN la decisione spettava soltanto alla staff tecnico (e medico) degli Warriors. Secondo alcune ricostruzioni infatti, Thompson avrebbe espresso l’intenzione di voler giocare a ogni costo, anche rischiando una ricaduta. Punto di vista diametralmente opposto rispetto a quello di coach Kerr e del suo staff, che alla fine hanno preferito fargli saltare un giro, nonostante a 30 minuti dalla partita il n°11 fosse stato inserito all’interno della lista dei giocatori a disposizione per la gara – prima di un repentino cambio di direzione e della decisione di lasciarlo negli spogliatoi assieme a Kevin Durant e Kevon Looney. Un bel po’ di assenti, a cui Golden State non dovrà pensare. Al suo posto in quintetto coach Kerr ha scelto di schierare Shaun Livingston, in una rotazione profondamente modificata nel momento più importante dell'intera stagione dei bi-campioni in carica. L'ennesima prova da superare per una squadra che vuole a tutti i costi fare la storia.

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