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NBA, Ujiri: "Fiducioso che Leonard resti a Toronto. Ma abbiamo piano B e C"

NBA

Il presidente dei Raptors rivela le tre parole chiave attorno a cui ha costruito il suo "pitch" per convincere Kawhi Leonard a restare in Canada. Poi aggiunge: "Vogliamo confermare tutto il gruppo, ed estendere presto il contratto di Siakam". E racconta un aneddoto inedito su DeRozan

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Ancora non può assicurare la conferma di Kawhi Leonard, quella che tutti i tifosi di Toronto si aspettano, e allora inizia con l’assicurare che lui – Masai Ujiri – di lasciare il Canada non ha nessuna intenzione (neppure per un’offerta, si dice, di 10 milioni di dollari all’anno messa sul tavolo da Washington). “Qui sto bene, la mia famiglia sta bene, mia moglie ama Toronto, ed è molto importante. In più i miei figli sono canadesi. Vogliamo vincere ancora, per cui nella mia testa io resto qui”, le parole del presidente dei Raptors, peraltro titolare di altri due anni di contratto con la franchigia. La notizia della conferma di Ujiri fa sicuramente piacere ai tifosi di Jurassic Park e di tutto il Canada, ma ovviamente non è quella che tutti vorrebbero sentire – che riguarda invece Kawhi Leonard. Il dirigente dei Raptors al riguardo fa trasparire fiducia: “Lunedì ci siamo scambiati qualche messaggio, martedì ho parlato con suo zio [Dennis Robertson, la persona che sostanzialmente consiglia il giocatore, ndr]: con Kawhi ho avuto degli incontri molto positivi, lui mi ha detto quali sono le sue priorità e tutto è andato bene. Lui sa molto bene cosa abbiamo costruito qui, noi continueremo a restare noi stessi come abbiamo fatto per tutto lo scorso anno. Kawhi l’ha visto in prima persona come ci siamo comportati, sono convinto di aver costruito un rapporto di fiducia con lui, che si è visto anche nel rapporto di collaborazione tra il nostro e il suo staff medico, decisivo per arrivare agli obiettivi che voleva raggiungere”. Insomma, Ujiri pensa di aver fatto tutto il possibile per convincere Leonard a stare, e senz’altro la cosa più importante è stata ovviamente vincere il titolo: “Un giorno quando tutto questo sarà finito potrò raccontare una storia bellissima, ve lo garantisco. Una storia incredibile. E sapete una cosa? Questa storia comprende anche la vittoria di un titolo NBA. E ne sono orgogliosissimo”. La vittoria dell’anello sembra indicare quasi obbligatoriamente una squadra a Ujiri e al suo front office: “Vorremmo riconfermare tutto questo gruppo e riprovarci. Serge Ibaka è venuto da me a dirmi: ‘Boss man, boss man, possiamo vincere ancora per un paio di anni’. Con Danny Green free agent e Marc Gasol che può esercitare la sua player option e tornare per un ultimo anno, è però Pascal Siakam – nuova stella emergente uscita ingigantita dalle finali – a occupare i pensieri di Ujiri: “La sua crescita lo ha portato a un punto per cui oggi è sicuramente una nostra priorità, ed estendere il suo contratto è un discorso che faremo presto con il suo agente”, assicura il presidente dei Raptors.

Le parole chiave per convincere Leonard: salute, fiducia, successo

Priorità numero uno, però, ovviamente resta Leonard: il pitch di Ujiri alla sua superstar si concentra attorno a tre parole chiave: salute, fiducia, successo. “Onestamente, mi sento fiducioso. Lo sono sempre stato. E tutti all’interno della franchigia abbiamo fiducia che lui possa tornare in squadra e rifirmare. Ma Kawhi decide per sé, lo ha dimostrato la scorsa estate venendo qui. È una persona a cui non manca la fiducia, è una persona incredibile, con la sua precisa identità”. E anche di fronte alle voci di un imminente incontro – apparentemente già fissato – con i Clippers a Los Angeles, Ujiri non si scompone: “Noi aspetteremo. A oggi è un nostro giocatore, è la nostra superstar: aspetteremo le sue decisioni”. Nel caso non dovesse andare come desiderato, però, “il piano B e il piano C sono già pronti, perché questa è la natura del nostro business”, avverte Ujiri.

Pace fatta con DeMar DeRozan

A margine delle sue parole rilasciate a fine stagione, Ujiri poi ha avuto un pensiero anche per l’ex stella dei Raptors, DeMar DeRozan, il giocatore che dopo aver legato la sua carriera a Toronto ha dovuto lasciare l’organizzazione nell’anno del titolo, sacrificato proprio per arrivare a Leonard. “Non l’ho mai raccontato prima – ha detto Ujiri – ma quando San Antonio è venuta a giocare qui da noi è successo qualcosa di incredibile: DeMar si è presentato in spogliatoio e, a dimostrazione di che persona stupenda sia, è venuto da me, mi ha abbracciato e mi ha chiesto come stava la mia famiglia. È stato un gesto sicuramente significativo per lui, quello di abbracciarmi. Alla fine la vita è così, il tempo guarisce le ferite e ho fiducia che un giorno potremmo sederci e parlare assieme di tutto”. 

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