NBA: Tremont Waters, 16 punti e dedica sulle scarpe per la morte di papà Edward

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La scelta al secondo giro del Draft 2019 dei Celtics ha scoperto a poche ore dalla palla a due contro Memphis del suicidio del padre. Nonostante quello, ha deciso di scendere sul parquet e concluso il match come migliore in campo dei suoi: "Faremo di tutto per stargli vicino"

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La pallacanestro alle volte può diventare marginale di fronte alle sfide della vita, come tristemente scoperto nelle scorse ore da Tremont Waters. La scelta al secondo giro dei Celtics all’ultimo Draft è stato il protagonista sul parquet nell’ultima gara (persa) da Boston contro Memphis. La notizia purtroppo è un’altra: il migliore in campo dei biancoverdi, ha deciso di esserci e giocato la sfida nonostante il grave lutto che lo aveva colpito poche ore prima. Edward Waters, il papà del n°51 dei Celtics, è stato ritrovato morto in una camera d’hotel e dichiarato suicida dalla polizia a New Haven – la città natale della seconda scelta al Draft di Boston meno di un mese fa. Secondo quanto raccontato dal Boston Globe, Waters è venuto a conoscenza della scomparsa poco prima della palla a due contro i Grizzlies, ma nonostante quello ha scelto lo stesso di scendere sul parquet. Parte della famiglia era con lui a Las Vegas, rimasta a supportarlo durante il match perso da Boston per 94-88 - chiuso dal n°51 biancoverde con 16 punti a referto in 32 minuti. Una vera e propria scarica d’energia in campo, un modo tutto suo per provare a lasciarsi alle spalle un dolore atroce. Sulle scarpe la dedica scritta con il pennarello: “Team Waters” e “Waters Way”, con la data della scomparsa e le iniziali di papà Edwards. “Dal punto di vista della franchigia, dal vertice fino agli addetti, chiunque si è offerto di dare una mano al ragazzo, provando ad aiutarlo in un momento così difficile. Ci sono cose fuori dal parquet molto più importanti di una partita di Summer League”, ha sottolineato coach Scott Morrison, che sta seguendo Boston in questi giorni d’estate. “È stata ovviamente una sua scelta quella di restare in gruppo e dirsi disponibile a giocare. Ha spiegato che sente che questo è il modo migliore per convivere ed elaborare un lutto del genere. La sua partita è stata pazzesca, soprattutto tenendo conto delle premesse. È una situazione dolorosa e noi faremo di tutto per alleviare almeno in parte la sua sofferenza”.

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