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13 agosto 2019

NBA, chi va di più in tv nazionale: il calendario detta il nuovo ranking

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Lakers e Warriors sono ancora al top delle presenze in tv nazionale (che siano su ABC, ESPN, TNT o NBA TV) ma i Clippers passano da 3 apparizioni a 26 (più altre 12 su NBA TV): un'estate che ha ridisegnato gli equilibri NBA va a influire anche su quello che vedremo in tv

SVELATO IL CALENDARIO: TUTTE LE GARE DA NON PERDERE

Esce il nuovo calendario NBA e subito si vanno a cercare le gare più importanti da cerchiare in rosso sulla propria agenda, assolutamente da non perdere. Poi — soddisfatta (almeno in maniera virtuale) la fame di pallacanestro — ecco arrivare analisi anche diverse di un calendario che ogni anno è pensato per essere sempre migliore e venire incontro alle esigenze di giocatori, squadre e tifosi ma che ovviamente — nell’arco di oltre 1.230 partite — qualche piccola disuguaglianza può (e deve) prevederla. I punti di vista di lettura del nuovo calendario NBA sono come al solito tantissimi, e uno dei più importanti è il numero di partite che ogni squadra è destinata a disputare in televisione nazionale, davanti cioè al pubblico di tutta America. Esserci — che sia sugli schermi prestigiosi di ABC o su quelli di ESPN, TNT o NBA TV —è considerato fonte di orgoglio, mancare dalla loro programmazione viene spesso visto come un affronto al valore di una squadra. Charlotte (senza più Kemba Walker) e Cleveland (solo due anni fa con LeBron James era tra le squadre più viste) ad esempio chiudono il ranking con solo 3 apparizioni in tv nazionale ma anche a Sacramento (si veda il tweet di Harry Giles) hanno preso male il fatto che delle 8 gare trasmesse in tutta America dei Kings ben 7 siano su NBA TV (considerata un po’ meno prestigiosa degli altri tre network) e solo una su ESPN. A guidare la lista dei più visti nel Paese — verrebbe da dire ovviamente — i Los Angeles Lakers di LeBron James e Anthony Davis: ben 43 le apparizioni in tv nazionale (o 31 senza tener conto di NBA TV), con i gialloviola primi per numero di passaggi sia su ESPN (14) che su TNT e NBA (12 a testa, a pari merito con altre squadre). Dietro di loro — una sola gara in diretta nazionale in meno, 42 — i Golden State Warriors, segno che Steph Curry è sempre tra i favoriti del pubblico di tutta America. L’altra squadra di L.A., i Clippers, vantano 38 passaggi in tv nazionale, 26 senza considerare i passaggi su NBA TV, e quest’ultimo dato racconta da solo la crescita della squadra di coach Rivers, che grazie agli arrivi di Kawhi Leonard e Paul George è diventata una grande attrazione in tutto il Paese a differenza dello scorso anno, quando erano state solo 3 le apparizioni in tv nazionale. A pari merito con i Clippers sul gradino più basso del podio gli Houston Rockets della nuova coppia Harden-Westbrook, seguiti dai Philadelphia 76ers, che vantano il maggior numero di passaggi su ABC, ben 6.

La novità degli orari

A completare la top 10 delle squadre con il maggior numero di passaggi in tv nazionale ci sono i Milwaukee Bucks dell’MVP Giannis Antetokounmpo e i nuovi Boston Celtics di Kemba Walker (entrambe a quota 34), la Portland che ha confermato sia Lillard che McCollum (31), gli ambiziosi Pelicans della primissima scelta Zion Williamson (30) e gli Utah Jazz con un Mike Conley in più. Ma l’altra grande novità relativa ai passaggi televisivi riguarda il doppio appuntamento del mercoledì — un classico targato ESPN — che dalla prossima stagione anticipa di mezz’ora o addirittura di un’ora il proprio orario di inizio. Le due gare che solitamente iniziavano alle 8 (2 della notte italiana) e alle 10.30 (4.30) sulla costa Est americana verranno invece trasmesse alle 7 (o 7.30) la prima (1/1.30 italiana) e alle 9.30 (o 10) la seconda (3.30/4 italiana), permettendo così al pubblico della East Coast di vedere con più facilità anche gare della Western Conference. Un cambio senz’altro non casuale, visto che a Ovest quest’anno giocano i vari LeBron James, Anthony Davis, Kawhi Leonard, Paul George e Steph Curry: delle 57 partite trasmesse lo scorso anno alle 10.30 Eastern Time (le 4.30 della notte italiana) si è scesi a sole 33, un calo del 42%. Adam Silver vuole che il pubblico di tutta America abbia una chance di vedere i propri atleti preferiti senza far troppo tardi, anche vivendo a New York o a Boston o a Miami: perché poi il giorno dopo bisogna comunque alzarsi per andare a scuola o al lavoro…

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