NBA, Daryl Morey lancia i Rockets: "[Con Westbrook] Houston favorita a Ovest"

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Il general manager dei Rockets non si nasconde: "Vogliamo essere i n°1 ma la competizione è durissima: Clippers, Lakers, Utah e guai a sottovalutare Golden State". E poi manda un messaggio anche a Mike D'Antoni

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Gli Houston Rockets non hanno mai avuto nella loro storia (neppure nel biennio da campioni con Hakeem Olajuwon) un triennio così vincente: 173 vittorie in stagione regolare – a fronte di sole 73 sconfitte – dal 2016 a oggi, eppure James Harden e compagni non sono mai arrivati neppure a giocarsi una finale NBA. Ora, nella NBA senza più i Golden State Warriors degli Hamptons 5, l’occasione sembra ottima per poter finalmente recitare da protagonisti a giugno. Almeno così la pensa il general manager della squadra, quel Daryl Morey capace di organizzare quasi all’ultimo una delle trade più clamorose dell’ultima estate, quella per assicurarsi Russell Westbrook in cambio di Chris Paul. “Tutti gli ultimi anni il nostro modo di valutare la stagione di squadra era uno solo: o si vince, oppure si è fallito. Per cui sì, negli ultimi anni abbiamo fallito. E anche quest’anno abbiamo un unico obiettivo: vincere il titolo”. Solo che, almeno secondo Morey, i Rockets quest’anno vanno a caccia di questo obiettivo da favoriti, almeno a Ovest: “Sì, ci considero favoriti. Ma come sempre la competizione è durissima: Clippers, Lakers, Utah”, dice il gm dei Rockets, che poi avverte: “Vedo troppa gente sottovalutare Golden State: noi li rispettiamo troppo per fare un errore del genere. Ma questo non vuol dire che vogliamo essere la squadra n°1 della Western Conference”. Anche grazie all’arrivo di Russell Westbrook a rimpiazzare Chris Paul: “Non vanno paragonati – avverte Morey – non c’è bisogno di farlo. Russ per noi può essere un’arma importantissima: sa come salire di rendimento nei playoff, ci dà una dimensione atletica diversa, ha una marcia in più ed è un’arma tanto in transizione quanto a rimbalzo”. Se Westbrook è la novità, il resto del roster è rimasto praticamente invariato – e non certo per un caso: “Penso che i Rockets siano la squadra che ha cambiato meno: il nostro roster è nel segno della continuità, i giocatori si conoscono bene, c’è familiarità”, dice Morey, che però un cambiamento confessa di aspettarselo: “Nello stile di gioco: bisogna chiedere a Mike D’Antoni ma da quello che mi ha detto probabilmente vuole correre un po’ di più, vuol fare della transizione una nostra arma in più. Lo aveva già fatto nel suo primo anno qui a Houston, ma nelle stagioni scorse i Rockets erano una delle migliori squadre nell’eseguire a metà campo, per cui il ritmo è un po’ sceso. Ora, con un’arma come Russell in transizione, siamo quasi costretti a correre di più. Ci saranno più rimbalzi d’attacco, mentre difensivamente Russ è più grande e più grosso di Chris, per cui possiamo cambiare su certi blocchi con più facilità. Quasi tutti i giocatori del nostro roster oggi possono giocare tante posizioni diverse in campo”. 

Morey: “Con D’Antoni vedremo che fare a fine stagione”

Un roster che Morey considera completo e profondo, rigettando la critica che sia un po’ scoperto nel settore lunghi, soprattutto in posizione di 4: “Abbiamo tanti giocatori che possono adattarsi a giocare in più ruoli, a partire da Harden e Gordon che sanno sentirsi a loro agio anche contro avversari più grossi; in particolare, tutte le nostre ali piccole non hanno problemi a giocare da 4, e nella posizione di centro siamo copertissimi, con Tyson Chandler, Nene e Isaiah Hartenstein alle spalle di Clint Capela”. Starà a Mike D’Antoni trovare gli equilibri tattici giusti, quel Mike D’Antoni che inizia l’ultimo anno del suo contratto con i Rockets senza un rinnovo in vista: “Bisogna essere in due per ballare il tango”, dice Morey: “Volevamo tutti l’estensione del suo accordo ma poi non siamo riusciti a trovare l’accordo capace di soddisfare entrambe le parti. A questo punto, Mike allenerà questa stagione e alla fine dell’anno capiremo che fare: il piano è di occuparci della sua situazione a fine campionato”. Un campionato che – se tutto va come sperato – potrebbe terminare solo a giugno: “Il nostro obiettivo è quello: entrare in forma ad aprile per poi arrivare a giocarci il titolo. Per questo non escludo del load management: penso che faremo riposare alcuni dei nostri giocatori chiave durante la stagione anche senza infortuni o fastidi. Occorre essere intelligenti”. E se si parla di intelligenza, Daryl Morey non teme confronti, neppure nella NBA.

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