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NBA, OKC Thunder, Danilo Gallinari si presenta: "Voglio essere decisivo anche qui"

NBA

Il media day a Oklahoma City è anche il primo giorno di scuola per Danilo Gallinari: ai Thunder il n°8 azzurro dovrà conquistare il pubblico, la fiducia del nuovo allenatore e anche l'opportunità di puntare al miglior rinnovo possibile la prossima estate: "Spero di star bene come la passata stagione"

“No, non ho mai tirato il fiato. Sono felice di questo nuovo capitolo, pronto a cominciare”. È questa la prima risposta del Danilo Gallinari in versione Oklahoma City Thunder - una nuova avventura di cui non è riuscito bene neanche a rendersi conto, vista l’estate piena d’impegni e le sfide con la maglia della nazionale in Cina. Adesso però la sfida in NBA con OKC lo pone di fronte all’ennesimo capitolo della sua carriera, in una stagione in cui è in scadenza di contratto e dovrà dimostrare di valere ancora tanto: “Il primo obiettivo è quello di creare la giusta chimica tra giovani e veterani. Il giusto mix, trovare la chiave per costruire da subito il giusto spirito di squadra. Arrivo dalla mia miglior regular season in NBA? Quando stai bene è sempre una grande stagione. Il segreto è quello, riesci a gestire gli impegni, il calendario diventa meno pesante. Riesci a cambiare il modo di affrontare gli avversari. A questo poi ai Clippers si è aggiunta anche una componente dovuta alla stagione vincente con la squadra: quelle sono le chiavi per goderti una grande annata”. A OKC la speranza è quella di poter replicare: “Sono sempre stato un giocatore in grado di adattarsi ai compagni e di prendere dalle difese avversarie ciò che mi viene concesso. Una duttilità che non voglio perdere e che spero possa essere determinante anche qui ai Thunder”.

Gallinari: "Oggi si sa tutto della NBA, dieci anni fa non era così"

Un nuovo giocatore che a OKC sperano di coccolare il più a lungo possibile. Un talento da conoscere, anche rispetto a un passato già ben noto a tutti gli appassionati italiani: “L’Europa è una grande scuola che ti preparare al meglio per affrontare il mondo NBA, ma qui è tutto diverso. Un ritmo diverso, veloce, tante partita una dopo l’altra, contro avversari che non hanno eguali: questo è ciò che rende la NBA il miglior campionato al mondo. Io penso agli States da quando avevo 16 anni, da quando i primi scout sono venuti a vedermi. Mio padre cercò il più possibili di tenermi a riparo, di farmi crescere tranquillo. È stata la figura che al mio fianco ha fatto la differenza. Negli anni a seguire poi si è generata sempre più attenzione attorno a me e lì ho sfruttato l’occasione per prendermi il mio spazio anche in NBA”. Un viaggio che dieci anni fa aveva un sapore ben diverso da oggi: “I ragazzini del 2019 sanno tutto della NBA, la conoscono meglio del campionato italiano. Bargnani è stato il nostro apripista e l’esempio da seguire, ma quando sono arrivato qui non avevo molti riferimenti. Anche a livello di partite: prima in Europa si giocava molto meno, adesso sono in campo quasi quanto noi. È un mondo diverso, molto più globale: in Italia, così come nel resto del mondo, la NBA è diventata una delle leghe più seguite”. E come si parla del Bel Paese, scatta subito la domanda dei presentatori della TV dei Thunder sulle mete delle loro vacanze: “Rimini va bene”, chiosa il Gallo. “Ma con il tempo potrò consigliarti un bel po’ di posti da visitare”. Sarà una lunga stagione infatti, non solo di consigli.

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