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NBA, Ballmer e i Clippers alla conquista di L.A.: "Staples addio: non ci ferma nessuno"

NBA

L'ex CEO di Microsoft vuole fare dei suoi Clippers la squadra n°1 in città: in un nuova arena ("Dolan e il MSG non hanno capito con chi hanno a che fare"), lontano dallo Staples Center, fuori dal cono d'ombra dei Lakers e dei loro (tanti) tifosi

PRESEASON NBA: CLIPPERS SU SKY VENERDI' 18

Vittorie e successo sono da sempre parte integrante nella vita — e nella carriera — di Steve Ballmer, il vulcanico proprietario degli L.A. Clippers che forse per la prima volta nella loro storia si presentano al via della stagione tra i grandi favoriti per l’anello. Ma le ambizioni dell’ex CEO di Microsoft non si fermano al campo: “Entro il 2024 [quando scade il contratto di affitto per lo Staples Center, ndr] vogliamo avere la nostra nuova arena a Inglewood”, afferma deciso, nonostante da mesi il progetto sia avversato anche a livello legale dai proprietari del Forum, la vecchia casa dei Lakers proprio a Inglewood. Proprietari che dal 2011 coincidono con quelli dei New York Knicks, ovvero James Dolan la società Madison Square Garden, proprietaria anche dell’omonimo palazzo. “Qualsiasi sia il risultato della causa in corso, noi andiamo avanti, convinti che per il 2024 avremo la nostra arena. Stanno provando a rallentarci — dice Ballmer di Dolan e dei suoi — ma noi siamo gente vogliosa di lottare e siamo qui a Los Angeles per restare: non abbiamo fretta, c’è tempo, saremo pazienti. Vogliono colpirci? OK, facciano pure, ma non ci manderanno al tappeto. Non credo abbiano capito con chi hanno a che fare”, afferma bellicoso il n°1 dei Clippers. Che con la squadra capace di centrare i playoff già lo scorso anno, rafforzata in estate dall’arrivo di due superstar come Paul George e Kawhi Leonard, sente evidentemente la chance di fare le cose in grande, magari celebrando il primo titolo NBA nella storia della franchigia in una nuovissima arena: “In un modo o nell’altra avremo la nostra nuova casa”, un progetto da più di un miliardo di dollari, tutto finanziato privatamente (come accaduto a San Francisco per il Chase Center). Perché Ballmer — e lo fa sapere chiaramente — è stufo di doversi considerare un ospite allo Staples Center: “Il contratto ci penalizza. Veniamo sempre dopo Lakers e Kings [la squadra della NHL, ndr]. Chi gioca il lunedì sera, quando la NFL la fa da padrona con il Monday Night? Sempre i Clippers. Ci riservano le serate peggiori”. Dover dividere l’arena — e non solo, anche la città — con i Los Angeles Lakers è qualcosa che sembra andare sempre più stretto all’ambizioso Ballmer: “Non sto dicendo che sia qualcosa di negativo, ma di sicuro il fatto di non poter contare neppure su tutto il supporto dei tifosi della nostra città è qualcosa a cui non ero abituato. Non ero allo stadio, ma ho sentito dire che alla partita [NFL] dei Rams hanno fischiato Kawhi Leonard! Cosa?!? Hey, Kawhi è uno di noi! Ed è un fenomeno! ‘Cosa c’è che non va, in voi?’, è stata la mia prima reazione”. Insomma, l’ombra lunga dei Lakers — da sempre primi protagonisti nella città degli angeli — inquieta non poco il proprietario dei Clippers. Che però, c’è da giurarci, farà di tutto perché le cose cambino. E anche in fretta.

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