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NBA, Zion Williamson è già pronto per fare la differenza in NBA: "Una forza della natura"

NBA

Per la seconda volta consecutiva Zion Williamson ha chiuso sopra i 26 punti con il 75% al campo, riuscendoci questa volta contro un avversario del livello di Rudy Gobert. E il modo in cui ha chiuso al ferro contro il miglior difensore della NBA ha convinto tutti, anche i suoi avversari: “Ha un grande futuro davanti a sé”

PRESEASON, ANCORA ZION-SHOW: UTAH BATTUTA

È lecito utilizzare tutte le precauzioni del caso, non ultimo il fatto che si tratta solamente di preseason. Ma le prime uscite di Zion Williamson assomigliano sinistramente a quelle di un giocatore in grado di spostare da subito, e non solamente in prospettiva. Per la seconda partita consecutiva la scelta numero 1 dell’ultimo Draft ha chiuso sopra quota 20 punti, mettendone 26 dopo i 29 rifilati ai Chicago Bulls e i 16 al debutto contro Atlanta. La notizia, però, è che lo ha fatto in soli 23 minuti e contro una delle migliori difese della NBA, quella degli Utah Jazz del Difensore dell’Anno in carica Rudy Gobert. E proprio il modo in cui Williamson è riuscito a destreggiarsi contro il francese ha fatto girare la testa a molti: il numero 1 di New Orleans ha affrontato il miglior stoppatore della lega affrontandolo faccia a faccia, chiudendo con 9/12 dal campo e segnando anche la sua prima e unica tripla di serata per dimostrare di non essere solamente uno schiacciatore (anche se il tiro in sospensione è certamente un aspetto sul quale deve lavorare). Il modo in cui Williamson ha utilizzato la sua forza fisica e l’agilità fuori dal comune per un giocatore di quella stazza lo ha reso finora un enigma irrisolvibile per gli avversari, che devono ancora prendere le misure a un giocatore senza precedenti — e in grado di segnare 21 degli ultimi 25 tiri segnati, portando la sua percentuale in preseason al 71% (27/38). Secondo ESPN Stats & Info negli ultimi 20 anni solo tre giocatori sono riusciti a chiudere due gare di preseason in fila con almeno 25 punti e il 75% dal campo — e se i nomi di Rudy Gay (2015 coi Kings) e Kevin Martin (2008 sempre coi Kings) non fanno saltare dalla sedia, quello di Shaquille O’Neal con i Lakers nel 1999 dovrebbe rendere l’idea di quello che sta facendo il prodotto di Duke.

Compagni e avversari concordi: “Ha forza fisica e fiducia nei suoi mezzi”

Quella contro i Jazz è stata anche la prima partita di Williamson davanti al pubblico di New Orleans, accorso in massa — quasi 18.000 spettatori per un sold-out — per vedere da vicino la prima del nuovo fenomeno dei Pelicans, esultando poi per la rimonta completata dalle riserve grazie alla spinta data dallo stesso Zion (uscito a poco meno di 8 minuti dalla fine dopo aver eliminato lo svantaggio di 11 lunghezze). Dopo la partita Williamson ha ricevuto i complimenti non solo dei suoi compagni — “Non lo si può paragonare a nessuno, è una forza della natura” ha detto Josh Hart; “Ha grande fiducia nei suoi mezzi atletici, non la si può insegnare” ha sottolineato invece Brandon Ingram — ma anche dei suoi avversari, a partire da Rudy Gobert. “È sorprendentemente agile: in tanti si trovano impreparati perché è in grado di cambiare direzione molto velocemente. Ha un grande futuro davanti a sé” ha sentenziato il Difensore dell’Anno in carica, per il quale lo stesso Williamson ha avuto parole di grande rispetto (“Contro uno così bisogna andare su forte”). I Pelicans hanno ancora dei problemi difensivi da dover risolvere, avendo concesso 100 punti per la terza volta in fila (i Jazz hanno tirato col 59% dal campo), ma ci sarà tempo anche per quello: per ora meglio godersi uno Zion Williamson che sembra pronto a fare la differenza da subito anche in NBA.

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