Incontro teso tra Adam Silver e i giocatori in Cina: al centro c’è Daryl Morey

NBA

Secondo quanto riportato da ESPN, in Cina c’è stato un incontro carico di tensione tra i giocatori di Lakers e Nets con il commissioner Adam Silver. Al centro della discussione la difficile situazione in cui si sono ritrovati i protagonisti delle due squadre e, soprattutto, la mancanza di conseguenze per quanto fatto da Daryl Morey

 

La coda lunga di quanto successo la scorsa settimana tra la NBA e la Cina dopo il tweet di Daryl Morey a supporto di Hong Kong non si è ancora esaurita. E anzi, con il passare del tempo cominciano ad emergere dettagli su quanto successo durante il “silenzio stampa” imposto dal governo cinese durante le due sfide tra Los Angeles Lakers e Brooklyn Nets. Secondo quanto riferito da Rachel Nichols di ESPN, a Shanghai c’è stato un incontro carico di tensione tra i giocatori più importanti delle due squadre (tra cui, bisogna dedurre, quantomeno LeBron James) e il commissioner della NBA Adam Silver, arrivato in Cina dal Giappone dove si stavano sfidando gli Houston Rockets e i Toronto Raptors. In quell’incontro i giocatori hanno espresso la loro frustrazione per essere finiti in mezzo a una situazione complicatissima a seguito del tweet di Morey: la Cina ha infatti annullato tutte le attività legate alla presenza della NBA in patria, togliendo la diretta delle due gare dalla tv pubblica cinese e rimuovendo buona parte degli sponsor dai palazzetti, oltre a impedire alle due squadre di parlare con la stampa. Fino all’ultimo anche il fatto stesso che si disputassero le partite era in bilico, mettendo i giocatori in una condizione di precarietà che decisamente non è piaciuta a nessuno, anche perché ad alcuni di loro era stato chiesto di commentare quanto accaduto prima ancora che si esprimesse la NBA stessa attraverso Silver.

Daryl Morey al centro della discussione: perché nessuna conseguenza per il tweet?

Al centro della discussione c’è stata però soprattutto la posizione di Daryl Morey, che con il suo tweet a supporto di Hong Kong del 4 ottobre ha provocato una rottura gigantesca tra la NBA e la Cina, con ripercussioni che hanno colpito inevitabilmente anche i giocatori. Secondo quanto riferito, ad Adam Silver sarebbe arrivata la seguente domanda da parte delle stelle delle due squadre: cosa sarebbe successo se un giocatore avesse fatto quel tweet e fosse costato milioni di dollari alla NBA? Secondo l’opinione dei giocatori ci sarebbero state delle conseguenze, che invece non ci sono state per Morey — mai multato né disciplinato dalla lega, e anzi difeso pubblicamente da Silver in conferenza stampa (“Non ci scuseremo per il fatto che Daryl ha esercitato la sua libertà di espressione”). Secondo i giocatori però di fatto quella di Morey è stata una condotta dannosa nei confronti della lega (“detrimental to the league” per utilizzare un’espressione spesso associata alle multe per i comportamenti scorretti dei giocatori), visti i milioni di dollari persi per quel tweet, ma ciò nonostante non c’è stata alcuna conseguenza. Le parole estremamente dure utilizzate da LeBron James contro il general manager dei Rockets vanno lette allora proprio alla luce di questo incontro, del quale lo stesso James non ha negato che sia accaduto ma del quale ha detto che “certe cose devono rimanere tra di noi”, pur mostrando almeno pubblicamente il suo supporto a Silver: “Adam è sempre stato molto ricettivo nei confronti di giocatori, allenatori e proprietari. Era una situazione difficile anche per lui, essendo finito in mezzo a un fuoco che non aveva creato né cominciato in nessun modo”. La mancanza di conseguenze per il GM dei Rockets, però, non è proprio andata giù ai giocatori delle due squadre.

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