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Jaylen Brown, 22 punti a due anni dalla morte del miglior amico

NBA
©Getty

Esattamente due anni fa Jaylen Brown ha perso il suo miglior amico Trevin Steede, e come due anni fa è sceso in campo contro Golden State segnando 22 punti — l’età dell’amico nel giorno della sua morte. “Era con me in entrambe le partite, lui è sempre qui attorno a me”. Sulle sue scarpe due messaggi per ricordarne la memoria

Jaylen Brown ha appena cominciato la sua quarta stagione in NBA, mettendosi alle spalle una stagione complicata e ripartendo alla grande viaggiando a oltre 20 punti di media per la squadra più in forma della lega. Al di là delle sue notevoli capacità in campo, in questo suo inizio di carriera si è reso noto per essere uno dei personaggi più interessanti dell’intera lega, una giovane mente pensante che non ha paura di esternare i propri pensieri. Quello che forse non tutti sanno è che due anni fa ha vissuto uno dei momenti peggiori della sua vita quando il suo migliore amico, Trevin Steede, è deceduto ad Atlanta lasciandolo in uno stato quasi catatonico. Il destino ha voluto che, esattamente a due anni di distanza da quel maledetto 15 novembre, Brown si sia ritrovato nelle stesse condizioni di quel giorno: di nuovo impegnato contro i Golden State Warriors. Ed esattamente come due anni fa ha realizzato 22 punti in una vittoria dei suoi Boston Celtics contro gli Warriors, con la sola differenza di giocare a Ovest invece che in casa. Il numero 22 non è casuale: non solo era il numero di Trevin nella loro squadra di basket a Wheeler High School, ma anche l’età nel giorno in cui è morto. “È incredibile” ha detto dopo la partita. “È successa la stessa identica cosa di due anni fa. Ho la sensazione che lui ci fosse ad entrambe le partite”.

I messaggi sulle scarpe e il ricordo di Trevin

Brown si è presentato al Chase Center ascoltando le canzoni di Young Thug, il rapper preferito da Steede, diventato amico di Brown e della famiglia del ragazzo dopo aver conosciuto la sua storia. “Ogni volta che sento in giro Young Thug, penso immediatamente a Trevin” ha detto Brown, che sulle scarpe ha voluto scrivere due messaggi personali. La prima, “RIP TLS”, si spiega da sola con le iniziali del suo amico. L’altra, “Energy is 4eva”, merita un approfondimento: “Significa che l’energia non muore mai” ha detto a The Athletic. “Si trasferisce e basta. Con la morte, l’energia viene spostata da un’altra parte e rinasce in qualcus’altro: in una nuova vita, in un nuovo amore, qualsiasi cosa. Io so che lui è qui da qualche parte: potrà non essere sempre al mio fianco, ma so che era qui stasera”. E chissà che non abbia messo lo zampino per farlo finire proprio a quota 22, dopo che Brown aveva realizzato 21 punti nei primi tre quarti prima che Kemba Walker e Jayson Tatum salissero di livello per chiudere la decima vittoria consecutiva nell’ultima frazione. Brown, che prima dell’inizio della stagione ha firmato un’estensione di contratto da 115 milioni in quattro anni, è finalmente libero di esprimere la sua pallacanestro senza più preoccuparsi del futuro — e i risultati si vedono. Anche perché non ha alcuna intenzione di perdere il ricordo di Trevin: “Aveva una risata che non si poteva ignorare, faceva ridere tutti. È la cosa che mi manca di più”.

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