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NBA, Matt Barnes e Stephen Jackson svelano i festeggiamenti "vietati" ai playoff 2007

NBA

I due ex giocatori dei Golden State Warriors sono i protagonisti del podcast meno politically correct di tutto il panorama NBA. E tra un ospite e un altro, racconanto del folle party organizzato da coach Don Nelson dopo l'eliminazione dei Dallas Mavericks ai playoff 2007. Una festa non proprio tranquilla...

Matt Barnes e Stephen Jackson si sono incontrati più volte in carriera: prima compagni di squadra ai Golden State Warriors per un anno e mezzo (una parte della stagione 2006-07 e poi tutta quella successiva, tenendo a battesimo un rookie italiano di nome Marco Belinelli…) poi ancora a Los Angeles, con la maglia dei Clippers, nel 2013-14, l’ultima stagione NBA di “Captain Jax”. Ora si incontrano nuovamente anche lontano dai parquet, dietro un microfono, per quello che, fin dal titolo – All the smoke – è probabilmente il podcast meno politically correct di tutto il panorama NBA. Perché lo “smoke” del titolo si può anche intendere con le chiacchiere senza senso tipiche dei barbershop americani, ma ovviamente allude anche alla passione, mai troppo nascosta dai due, per la marijuana, sostanza oggi legale nella California dove risiedono i due (il podcast è registrato in uno studio di Santa Monica, a L.A.). In onda da quasi un mese, la strana coppia Barnes-Jackson ha già avuto tra i propri ospiti J.R. Smith e Lou Williams in attesa di accogliere in uno dei prossimi episodi anche Kobe Bryant. Proprio il “Black Mamba” è stato il protagonista di un divertente aneddoto raccontato da Williams: “Quand’ero ai Lakers mi ricordo di una gara persa a Portland – e persa molto, molto male. A fine gara Kobe entra in spogliatoio furioso: ‘D’ora in poi, ogni volta che attacchiamo, io devo toccare il pallone. Vi servirà per imparare cosa vuol dire giocare con Kobe Bean Bryant! Ci avevano preso a calci nel sedere, e Kobe non ne voleva sapere…”. E se Matt Barnes non esclude di avere in futuro in studio anche Derek Fisher (col quale si è apertamente scontrato, venendo quasi alle mani, per questioni familiari…), Stephen Jackson ha messo il proprio veto su un altro eventuale ospite, Tony Parker: “Non ho nessuna ragione per parlare con lui, e non voglio farlo. Storie tese tra di noi? Sì, ma solo sul campo: non mi è piaciuto come si è comportato da compagno di squadra [agli Spurs, ndr]. Faceva apposta per mettermi in cattiva luce: non voglio mancargli di rispetto come uomo, ma in campo con lui ho avuto solo problemi”.

2007, Mavs eliminati: il party con Woody Allen, Snoop, Jessica Alba e Kate Hudson

L’aneddoto però più “gustoso” emerso dalla strana coppia Barnes-Jackson è quello che riporta all’incredibile stagione 2006-07 di quegli Warriors capaci di eliminare al primo turno di playoff i Dallas Mavericks titolari del miglior record NBA. Dopo aver compiuto l’impresa – con la storica vittoria in gara-6 alla Oracle Arena – coach Don Nelson ha scelto di festeggiare organizzando un mega party a casa sua. Volendo credere (e perché no…) a Matt Barnes, “uno dei party più incredibili a cui ho mai partecipato”. Secondo l’ex giocatore di UCLA era lo stesso Don Nelson a invitare i suoi due giocatori “a raggiungere Woody Allen e a fumare assieme a lui”, mentre il rapper Nelly aveva il controllo totale di un intero piano della villa del coach di Golden State dove si intratteneva con Jessica Alba, Kate Hudson, Owen Wilson e l’immancabile Snoop Dogg, “una delle persone più fighe che abbia mai conosciuto”, dice Matt Barnes. Da casa Nelson il party si sposta in un club di San Francisco e poi nella suite dell’hotel dove stava Snoop Dog: “A un certo punto c’era così tanto fumo nella stanza che sentiamo bussare forte alla porta: siamo tutti convinti che fosse la sicurezza dell’albergo, o la polizia. Invece era soltanto il personale dell’hotel: ci hanno aiutato ad aprire tutte le finestre, far uscire il fumo, cambiare aria e poi se ne sono andati chiedendoci se avessimo bisogno di qualsiasi cosa…”. Uno degli upset più incredibili della storia dei playoff NBA meritava probabilmente una storia altrettanto incredibile: ci hanno pensato Barnes e Jackson a raccontarla.

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