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NBA, Steph Curry si allena con la squadra di G-League: rientro contro Toronto?

GOLDEN STATE
©Getty

Il n°30 di Golden State ha preso parte a un allenamento dei Santa Cruz Warriors; un modo per accelerare i tempi di recupero e ipotizzare un suo ritorno in campo questa settimana contro Toronto (gara in calendario nella notte tra il 4 e il 5 marzo): “Il suo gioco è sempre lo stesso, farà la differenza al suo rientro”

Steph Curry ha aggiunto un altro “primato” alla sua sconfinata lista di record: è diventato il giocatore più titolato della storia NBA ad aver preso parte a un allenamento completo di G-League. Il n°30 degli Warriors, costretto a rimandare per l’ennesima volta il suo ritorno in campo dopo l’infortunio alla mano dello scorso ottobre, è rimasto sul parquet per tutta la sessione assieme ai giocatori dei Santa Cruz Warriors, senza manifestare alcun problema alla mano e finalmente giunto al termine di una lunghissimo percorso di riabilitazione. Una condizione che ha portato molti a ipotizzare un suo ritorno in campo al Chase Center contro Toronto tra un paio di giorni. “Abbiamo avuto l’opportunità di osservare in palestra così da vicino uno come Curry - il miglior tiratore della storia della pallacanestro. È un’esperienza enorme per chiunque, siamo onorati di aver dato nel nostro piccolo una mano al suo recupero”. Tutti infatti pensavano che il percorso di riabilitazione sarebbe giunto a termine il 1 marzo, salvo poi dover rivedere la tabella di marcia perché il due volte MVP a detta dello staff medico necessitava di maggior tempo e allenamento in palestra. Con gli Warriors pieni di infortunati e impegnati in giro per gli States tra una gara e l’altra, la soluzione migliore è dunque sembrata quella di far scendere in campo Curry con il gruppo di G-League. Un esperimento riuscito, con il n°30 di Golden State che non si è fermato a parlare con i giornalisti, mentre Jeremy Pargo - sceso in campo con lui - non ha dubbi: “Ha giocato come sa fare solo lui, realizzando tiri che solo lui sa immaginare. Ha raggiunto una sicurezza nel suo gioco che al ritorno in campo non avrà problemi a riproporsi come quello di prima”.

Il tiro decisivo sbagliato, ma la mira è sempre la solita

Tre periodi da 7 minuti ciascuno: questa la sessione d’allenamento a cui ha preso parte il n°30 di Golden State e conclusa con una giocata che resterà a lungo nella mente di tutta la squadra di G-League. Sul 49-48 di punteggio infatti, la partitella è terminata proprio con uno schema disegnato per Curry - libero di tirare e realizzare il canestro della vittoria. Una conclusione partita come al solito con una parabola arcuata, altissima e diversa dalle altre. Tutti i presenti non avevano dubbi su quale sarebbe stato il risultato: “Eravamo già pronti a esultare. È pazzesco quanto vada in alto il pallone durante le sue conclusioni”, aggiungono i suoi compagni di squadra per un giorno. “Ho chiamato lo stesso schema che coach Kerr ha spesso utilizzato durante le ultime Finals contro Toronto: abbiamo giocato per lasciargli spazio dalla lunga distanza. Era di gran lunga il miglior tiro che potessimo costruire”. La conclusione però non è entrata, mostrando che anche i più forti ogni tanto sbagliano: “Di solito non fallisce mai due volte in fila: vorrà dire che con Golden State il prossimo finirà dentro”.

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