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NBA, Dwyane Wade su Twitter: "Kobe Bryant e non solo: ecco i miei avversari più duri"

NBA

"Question time": l'ex fuoriclasse degli Heat lancia su Twitter un Q&A con i suoi tifosi a casa. Arrivano tantissime domande, e le risposte spaziano dai Big Three di Miami agli Houston Rockets di Mike D'Antoni

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Con lo stop al basket giocato, superstar (ed ex superstar NBA) vedono le loro giornate sicuramente più vuote, e per riempire in qualche modo le ore da trascorrere necessariamente in casa in tanti hanno pensato di connettersi tramite i social con i propri tifosi. Lo ha fatto Dwyane Wade, che ha scelto Twitter per rispondere a una lunga serie di domande (“Question time — ha esortato i propri fan — non c’è momento migliore di questo”) che hanno toccato temi e argomenti diversi. Tra le prime, un’opinione sui suoi favoriti al premio di rookie dell’anno: “La risposta ovvia è Ja [Morant] e Zion [Williamson], ma a me piace molto anche Coby White”, la risposta dell’ex n°3 degli Heat che include anche il rookie di Chicago tra i migliori esordienti stagionali. E a proposito di Chicago: “Se non fossi stato un giocatore NBA, per quale squadra avresti tifato?”. Considerando l’origine di Wade, risposta fin troppo semplice: “Questa è facile: i Bulls. Quando si tratta di sport, sono un ragazzo di casa: tifo per tutte le squadre di Chicago, in ogni sport”. Crescendo nel South Side cittadino Wade ha anche imparato in fretta abilità poi utili durante la sua carriera: “Quando cresci senza avere nulla impari in fretta che nessuno ti regalerà mai niente”, risponde a chi gli chiede come abbia fatto a sviluppare un’incredibile capacità di concentrazione, sul campo. “Sai di dover fare sempre meglio, di dover essere più forte mentalmente della maggior parte della tua competizione”. 

Kobe l’avversario, LeBron il compagno di squadra

Sicuramente una delle domande più interessanti è stata quella che ha posto Wade davanti alla scelta dei giocatori più difficili da marcare in tutta la sua carriera: il primo nome (“Kobe Bryant”) è facilmente pronosticabile, ma le scelte fatte dalla leggenda degli Heat per completare il suo personale podio non sono altrettanto scontate: “Baron Davis e Rip Hamilton”, risponde infatti Wade, onorando tanto una point guard fisica ed esplosiva come l’ex UCLA che una guardia tiratrice che ha fatto del movimento lontano dalla palla e dalla capacità di muoversi dietro i blocchi e colpire da fuori la sua arma principale. Non potevano mancare poi i quesiti sui “Big Three” in maglia Heat: “Qual è stato l’aspetto migliore di giocare con LeBron?”, gli viene chiesto. “Quello di creare momenti indimenticabili che resteranno per sempre nella storia della pallacanestro”. Proprio con James Wade ha condiviso anche il Draft di appartenenza, quello del 2003, come ricordato da un tifoso “quello considerato tra i migliori di sempre”. Responsabilità aggiuntiva? “Vuoi non essere l’anello debole di quella catena”, risponde Wade (tranquillo, Dwyane, Darko Milicic è lì per quello…). Le ultime domande, poi, si concentrano sulla NBA di oggi (“La Houston dello small ball? Divertentissimi da vedere”) e su avvenimenti più recenti come la gara delle schiacciate di Chicago, per la quale Wade era in giuria nella contestata vittoria di Derrick Jones Jr.: “Perché hai rubato il titolo ad Aaron Gordon?”, chiede un tifoso, probabilmente dei Magic. “Non mettere in giro voci false: non ho bisogno di rubare, ho i miei soldi”, la risposta di un divertito Wade.