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NBA, i Bulls hanno scelto: Arturas Karnisovas a capo della dirigenza, ora in arrivo un GM

CHICAGO
©Getty
PORTLAND, OR - MAY 3: General Manager Arturas Karnisovas of the Denver Nuggets looks on before Game Three of the Western Conference Semifinals against the Portland Trail Blazers during the 2019 NBA Playoffs on May 3, 2019 at the Moda Center Arena in Portland, Oregon. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2019 NBAE (Photo by Garrett Ellwood/NBAE via Getty Images)

La ricerca del nuovo capo della dirigenza dei Chicago Bulls continua senza sosta: dopo Arturas Karnisovas, attualmente general manager dei Denver Nuggets, sentiti anche Bryan Colangelo e Danny Ferry. Nel frattempo John Paxson ha reso noto di essere disposto a farsi da parte, uscendo del tutto dal front office che ha guidato negli ultimi anni

I Chicago Bulls hanno individuato l’uomo giusto per rilanciare la franchigia in difficoltà: secondo quanto riportato da ESPN, la franchigia dell’Illinois ha raggiunto un accordo con Arturas Karnisovas, fino a oggi general manager di Denver, per il ruolo di “vice president of basketball operations”. In pratica: fuori John Paxson, a capo della gestione operativa della franchigia dal 2003, e dentro nel ruolo decisionale Karnisovas, a cui ora la proprietà chiede di individuare non solo un nuovo general manager ma anche di costruire un nuovo front office. Dopo che nelle ultime ore si erano fatti i nomi anche di Bryan Colangelo (ex-presidente dei Sixers costretto alle dimissioni per l'utilizzo di account social falsi per offendere e denigrare i propri giocatori a Philadelphia) e Danny Ferry (altro dirigente che a seguito di accuse di razzismo nei confronti di Luol Deng fu costretto anni fa ad abbandonare il ruolo di GM agli Hawks) a spuntarla è stato l’ex GM di Denver. Decisivo un secondo colloquio con Michael Reinsdorf, presidente dei Bulls — stavolta alla presenza anche del leggendario padre Jerry, l’architetto dei Bulls del doppio threepeat — e un background considerato tanto vario e diversificato quanto vincente dalla proprietà di Chicago. Di Karnisovas sono piaciute tutte le ultime scelte effettuate al Draft — da Nikola Jokic a Jamal Murray, da Gary Harris a Jusuf Nurkic, ora a Portland — ma anche le innumerevoli esperienze maturate in contesti diversi fin dalla più giovane età (carriera NCAA a Seton Hall per l’ex giocatore lituano, grande carriera in Europa, un passato anche negli uffici NBA prima di assumere ruoli di dirigenza a Houston e Denver). Piace anche la sua capacità nell’operare con le statistiche avanzate, un dipartimento nel quale i Bulls stanno cercando di recuperare il tempo perso negli ultimi anni. La scelta di Karnisovas è giunta dopo un giro di colloqui che — come riportato nei giorni scorsi — ha visto interpellati Justin Zanik (assistente GM degli Utah Jazz), Matt Lloyd (Orlando Magic) ma anche Wes Wilcox (ex GM degli Atlanta Hawks). I Reinsdorf, però, sono usciti da questi incontri con le idee chiare — e la volontà di voltare pagine: addio a John Paxson (che probabilmente resterà vicino alla franchigia nelle vesti di consulente, così come forse il general manager Gar Forman), tutto il potere ad Arturas Karnisovas. In bocca al lupo, ne avrà bisogno.

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