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The Last Dance, Michael Jordan: "Ammiro Muhammad Ali, ma non sono un attivista"

THE LAST DANCE

Nel quinto episodio di The Last Dance si è parlato della mancata iniziativa politica e sociale di Michael Jordan, specialmente in paragone con Muhammad Ali: “Lo ammiro, ma non mi sono mai considerato un attivista. Fui egoista? Forse, ma pensavo solo al basket” le parole di MJ

Nel quinto episodio di “The Last Dance” — disponibile su Netflix e a un presso vantaggioso per gli abbonati Sky che attivano l’offerta Intrattenimento Plus su Sky Q — si parla della figura fuori dal campo di Michael Jordan, esplosa in corrispondenza dei primi titoli con i Chicago Bulls e le Olimpiadi di Barcellona 1992, facendolo diventare un fenomeno globale. Nonostante fosse lo sportivo più famoso e influente del pianeta, però, Michael Jordan si è sempre mostrato reticente a prendere posizione pubblica su temi sociali o politici, ad esempio non dando il suo supporto al politico Harvey Gantt nella corsa a un posto al senato per lo stato del North Carolina, di cui sarebbe potuto diventare il primo senatore afro-americano. Quel mancato sostegno, richiesto anche dalla madre, anche ad anni di distanza rimane esemplificativo del suo non volersi schierare su temi politici, secondo una frase (“Anche i repubblicani comprano le scarpe”) che nel documentario Jordan non ritratta, dicendo però che l’aveva detta in un contesto scherzoso con Scottie Pippen e Horace Grant senza pensare troppo alle conseguenze (il giornalista Sam Smith, il primo a riportarle, invece racconta una storia un po’ diversa). In ogni caso, MJ ha parlato della sua decisione di non schierarsi, specialmente se messo a confronto con Muhammad Ali, lui sì da sempre impegnato su temi sociali nonostante una grandezza sportiva quantomeno comparabile: “Io ammiro Muhammad Ali per aver difeso quello in cui credeva, ma non mi sono mai considerato un attivista, bensì un giocatore di pallacanestro” ha detto Jordan. “Non ero un politico ma uno sportivo, e mi concentravo su quello. Fui egoista? Probabilmente. Ma era a quello che dedicavo tutte le mie energie”.

Obama: "Mi sarei aspettato un suo impegno maggiore al tempo"

Nel segmento in cui se ne parla si registrano anche altri interventi a riguardo, tra cui quello di altissimo profilo di Barack Obama. “Sarò sincero: per uno come me che al tempo si stava preparando a una carriera politica e per i diritti civili, mi sarei aspettato un intervento da parte di Michael” ha raccontato il 44° Presidente degli Stati Uniti d’America, all’epoca solo un cittadino di Chicago e tifoso dei Bulls. “Ma probabilmente stava anche lui cercando di capire come gestire questa immagine che era stata creata attorno a lui e come riuscire a esserne all’altezza”. Proprio la difficoltà a gestire l’enorme pressione derivata dalla sua immagine pubblica è uno dei temi della quinta puntata, e ancora oggi MJ deve farci i conti: “Deluderò sempre qualcuno, lo so e lo capisco, perché ognuno ha la sua idea preconfezionata di quello che dovrei o non dovrei fare. Io cerco di dare l’esempio: se il mio esempio ti ispira, bene, continuerò a farlo. Se non ti ispira, forse non sono la persona che dovresti seguire”.

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