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NBA, le parole di Stephen Jackson al raduno per George Floyd, con Towns presente. VIDEO

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L’ex giocatore NBA Stephen Jackson ha parlato a un raduno tenuto a Minneapolis in ricordo del suo amico fraterno George Floyd, la cui morte ha provocato violente proteste in città e in giro per gli Stati Uniti. Al suo fianco anche diversi giocatori dei T’Wolves, tra cui Karl-Anthony Towns e Josh Okogie

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Stephen Jackson conosceva bene George Floyd ben prima che la sua morte diventasse la notizia del momento negli Stati Uniti e in giro per il mondo. L’ex giocatore NBA è cresciuto in Texas insieme a Floyd e i due si chiamavano reciprocamente “gemello”, come testimoniato spesso dal campione NBA 2003 con i San Antonio Spurs sul suo profilo Instagram. Per questo sin dalla notizia della morte di Floyd a seguito di un violento arresto da parte della polizia di Minneapolis Jackson è voluto andare in città, che nelle ultime ore è diventata scenario di violente proteste e rivolte per le strade. Jackson ha parlato durante un raduno tenuto al Minneapolis City Hall Rotunda: “Sono qui perché non permetterò loro di umiliare il carattere di George Floyd, mio gemello” ha detto. “Spesso la polizia quando commette errori, la prima cosa che fa è cercare di coprirle. E per farlo tira fuori il passato di una persona per farlo sembrare un criminale, per giustificare come necessario quello che hanno fatto. Eppure quando mai un omicidio è necessario? Ma se si tratta di un nero, è approvato”. Floyd, 46 anni, è morto a seguito di un violento intervento da parte della polizia di Minneapolis che ha portato all’arresto dell’ex ufficiale di polizia Derek Chauvin, accusato di omicidio di terzo grado e omicidio colposo di secondo grado per aver trattenuto il ginocchio sul collo di Floyd per 8 minuti e 46 secondi. “Non potete dirmi che quell’uomo con il suo ginocchio sul collo di mio fratello — togliendogli la vita con una mano in tasca — e con quel ghigno sul suo volto non volesse dire: ‘Io sono protetto’. Non potete dirmi che fosse suo dovere uccidere mio fratello e che non sapesse che se la sarebbe cavata. Non potete dirmi che non avesse quella espressione sul volto” ha continuato Jackson. “Non possiamo amare per sempre: l’odio sta prendendo il sopravvento e sono spaventato. sono onestamente spaventato perché so cosa deriva dall’odio e da noi, e so che anche voi siete impauriti. Perché sappiamo tutti che ci possono portare dentro in ogni momento”.

La presenza di KAT e le parole di Okogie

Insieme a Jackson erano presenti al raduno anche l’attore Jamie Foxx e i giocatori dei Minnesota Timberwolves Josh Okogie e Karl-Anthony Towns. La presenza di KAT è particolarmente significativa, visto che si tratta della sua prima uscita pubblica dopo la morte della madre per COVID-19. L’All-Star non ha parlato con i giornalisti, mentre Okogie ha detto a The Athletic: “"Quando ignoriamo certe cose, diventano il nostro standard. E se ignoriamo quello che è successo, allora questo ci definisce come persone. Quando vedo George Floyd, vedo mio fratello. Sarebbe potuto succedere a un mio parente, a mia sorella, a chiunque nella mia famiglia. Mi colpisce da vicino perché è successo nel quartiere in cui vivo. Conosco delle persone nella polizia e so che non sono tutti così. E quelle persone verranno colpite per le decisioni di quattro poliziotti. Non è giusto. Ma questo è il tipo di attenzione di cui c’è bisogno per far passare il messaggio a livello globale: questo è un problema e dobbiamo affrontarlo. Comportarsi come se nulla fosse successo e sperare che la prossima volta non succeda non aiuterà a risolvere il problema”.

Gli esiti dell'autopsia sul corpo di Floyd

L’autopsia sul corpo di Floyd ha rivelato che gli effetti combinati dell’essere arrestato in quella maniera, la possibile presenza di alcoolici nel corpo e i suoi problemi di salute, tra cui quelli al cuore, hanno contribuito al suo decesso. Non ci sono invece prove fisiche che lo strangolamento sia la causa della morte. “È stato ucciso alla luce del giorno così che il mondo lo vedesse, perciò che cosa faremo adesso?” ha detto Jackson alla fine del suo discorso. “Saremo in prima linea e quello che succederà, succederà. […] Come si può chiedere di persone di smettere di fare quello che fanno quando tutto ciò che si ha è il buonsenso? Il buonsenso non è più buono. Se cammino per strada, colpisco un uomo e vengo ripreso da una telecamera, tutti diranno che l’ho colpito. Perciò perché tutti non vedono che quell’uomo ha ucciso mio fratello? Il buonsenso non è più buono. È un nuovo giorno”.