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NBA, Adam Silver: "Sui playoff abbiamo seguito le indicazioni di Michael Jordan"

PAROLE
©Getty

Il commissioner della NBA Adam Silver ha spiegato come la NBA è arrivata alle sue decisioni sul formato per concludere la stagione, seguendo le indicazioni di Jordan: "C’è troppo caos nel mondo in questo momento, avevamo bisogno di avvicinarci il più possibile alla normalità". E sul protocollo: "Ci saranno test ogni giorno"

Dopo aver annunciato il piano per tornare in campo a partire dalla fine di luglio, Adam Silver ha spiegato in diretta su TNT i passi che la lega ha dovuto affrontare negli ultimi mesi: “Quando abbiamo parlato brevemente dopo la sospensione della stagione, ovviamente abbiamo subito cercato di capire se ci fosse un modo appropriato e sicuro con il quale tornare a giocare, sapendo che dovremo convivere con il virus per diverso tempo” ha spiegato. “E come tutte le altre industrie e le aziende che stanno cercando un modo, anche noi insieme ai giocatori abbiamo esplorato la possibilità di creare una nuova normalità. Quello a cui siamo arrivati è che per il momento giocheremo senza tifosi in un’unica location che sarà Orlando, in Florida, al Disney Wide World of Sports Complex”. Un ambiente che sarà inevitabilmente molto diverso rispetto a quello a cui tutti sono abituati: “Ovviamente il cambiamento più grande rispetto a quando abbiamo sospeso la stagione sarà giocare senza i tifosi. Ora giocheremo tutti in una location unica, in un campus nel quale essenzialmente i giocatori vivranno e rimarranno per tutta la durata della competizione”. Silver ha anche anticipato alcuni dettagli di come funzioneranno i test medici sui giocatori, anche se la lega dovrà spiegare più dettagliatamente il suo piano la prossima settimana: “Tutti verranno testati: stiamo ancora lavorando al protocollo insieme ai giocatori, ma molto probabilmente saranno test quotidiani. Siamo sempre stati in contatto con un nostro gruppo di esperti e con le autorità di salute pubblica in Florida. La visione è che se testiamo ogni giorno e siamo in grado di tracciare i contatti che un giocatore ha avuto, riusciremo essenzialmente a contenere quel giocatore e separarlo dal resto della sua squadra. E continueremo a fare test ogni giorno. La nostra convinzione è che non dovremo fermare la stagione se un singolo giocatore risulterà positivo”.

Silver: “Sul basket abbiamo seguito le indicazioni di Jordan”

Oltre alle questioni logistiche e sanitarie, però, la NBA ha anche dovuto mettere insieme un piano per un formato competitivo che potesse avere un senso. E sulla questione a dare una grossa mano è stato Michael Jordan in qualità non solo di proprietario degli Charlotte Hornets, ma anche dall’alto della sua esperienza in campo: “Per quanto riguarda i playoff abbiamo seguito l’indicazione che ci ha dato Michael Jordan. Anche se la sua squadra, gli Charlotte Hornets, non è tra le 22 di Orlando, ovviamente è la voce più rispettata per quanto riguarda il basket. E lui pensava che fosse importante, dopo aver stabilito le 16 squadre dei playoff, che non ci si allontanasse troppo dalla normalità, visto che molte delle proposte prese in considerazione erano inusuali, come il torneo unico o i gruppi come si vedono nelle competizioni internazionali. Molte di quelle proposte sono state valutate seriamente, ma alla fine mi sono trovato d’accordo con Michael: c’è troppo caos nel mondo in questo momento. Anche prima delle agitazioni razziali a cui stiamo assistendo ora, avevamo bisogno di avvicinarci il più possibile alla normalità, e per noi significa avere dei playoff con le prime otto squadre dell’ovest, le prime otto dell’est per quattro turni di sette partite. Ed è quello che abbiamo intenzione di fare. Il nostro obiettivo è incoronare una squadra campione”.