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NBA, Howard: "Kyrie ha ragione, non siamo più schiavi: abbiamo il diritto di fare domande"

NBA
©Getty

Il centro dei Lakers smentisce che la coalizione stia cercando di lavorare per boicottare il ritorno in campo a Orlando: "Vogliamo solo aumentare la consapevolezza di tutti i giocatori e ottenere trasparenza". E critica certi leader "che perdono di vista gli interessi di quelli che dovrebbero servire"

Dopo Avery Bradley un altro Laker assume un ruolo sempre più prominente all’interno della coalizione, quel gruppo di giocatori — guidato da Kyrie Irving — che vuole “aumentare la consapevolezza e ottenere trasparenza” prima di (eventualmente) tornare in campo a Orlando. Dwight Howard — dopo aver dichiarato a CNN nei giorni scorsi: “Ora come ora il basket non è una necessità” — ha pubblicato una lunga lettera aperta in cui contesta l’idea che lui e gli altri giocatori si stiano opponendo alla ripresa del campionato, cercando di spiegare meglio le intenzioni da cui sono animati: “Continueremo a fare tutte quelle domande scomode che possono portare alla verità e all’unità”, perché — accusa Howard — “i leader a volte possono perdere di vista il bene della comunità e agire solo nei loro interessi, dimenticandosi quelli delle persone che sono chiamate a servire”. Un attacco che potrebbe essere rivolto ai vertici dell’associazione giocatori, forse troppo rapida nell’appoggiare il piano di ripresa proposto da Adam Silver e dalla lega al Board of Governors a inizio giugno. “Perché per quanto radicale possa sembrare la sua posizione, Kyrie [Irving] ha ragione, al 100%: non siamo più schiavi, per cui ogni uomo ha diritto al massimo della trasparenza prima di prendere una decisione. E come ha detto Avery Bradley, prima di decidere vogliamo essere sicuri di pensare per il meglio della collettività e non seguendo agende personali ed egoiste”. “Molti dei giocatori hanno paura a fare domande — continua Howard — ma come uomini e donne che hanno un diritto riconosciuto alla parola queste domande abbiamo il diritto di farle. Abbiamo sempre sottolineato l’importanza dell’unità al nostro interno anche in presenza di opinioni diverse, ma giudizi e opinioni come sempre sono stati formulati conoscendo solo parte della storia: la tattica del divide-et-impera d’altronde è sempre la più facile da seguire”. 

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