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NBA, Denver punta tutto su Nikola Jokic (e su quei 18 chilogrammi in meno)

NBA

Francesco Bonfardeci

©Getty

Non vengono considerati mai tra i veri favoriti a Ovest, perennemente dietro le due Los Angeles e non solo. Eppure i Nuggets giocano una pallacanestro ricca e bella da vedere. Con Jamal Murray ottimo secondo violino ma il centro serbo leader incontrastato

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Coach Malone questo momento lo stava aspettando da cinque anni. “È in una forma fenomenale, è una macchina da guerra tirata a lucido e cattiva”, ha detto l’allenatore dei Nuggets. Si è innamorato cestisticamente di Nikola Jokic nel 2015 e dal 2015 attendeva il miracolo. Sa bene che ogni squadra è legata al rendimento della sua stella. Denver è legata al rendimento del “Joker”, che ha perso 18 chili e che nella NBA del terzo millennio è un esemplare unico. Sospettato — spesso — di indolenza, tecnicamente mai in discussione. Segna, prende rimbalzi e passa. Anzi, è meglio dire crea. Come nessun altro giocatore di 2.13. Malone guarda il Nikola dimagrito e gli brillano gli occhi. Per il momento l’ex allenatore dei Kings non ha voglia di rispondere alla domanda “ma non saranno troppi, 18 chili?”. Squadra profonda, Denver, che ha in Jamal Murray la sua seconda stella e che gioca una pallacanestro in controtendenza. Pochi tiri da tre, tanti assist, capacità di far male a rimbalzo in attacco e una certa versatilità nelle soluzioni offensive. Possessi che nascono e si sviluppano in post, da un passaggio consegnato, che privilegiano il giocatore che taglia verso il canestro. Pallacanestro piacevole. Ricca di opzioni. Allora perché quasi nessuno crede nei Nuggets? Forse perché l’efficienza difensiva non è al livello delle migliori. Anzi. E poi perché a ovest ci sono LeBron James, Kawhi Leonard, James Harden, ma non ditelo a coach Malone. Non svegliatelo. In questo momento è troppo felice.