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NBA, Zion Williamson arrabbiato per il limite al minutaggio, ma i Pelicans non cambiano

IL CASO
©Getty

Zion Williamson avrebbe accolto con fastidio la decisione di limitarlo a soli 15 minuti, secondo quanto riportato da Yahoo. Una scelta che è probabilmente costata la sconfitta contro gli Utah Jazz all’esordio e che i Pelicans potrebbero pagare nella corsa all’ottavo posto nella Western Conference, ma che non intendono cambiare il suo piano di rientro

Sarà anche una NBA tutta nuova, ma a Zion Williamson deve essere sembrato di tornare in un vecchio incubo. Esattamente come successo con il suo attesissimo esordio in NBA, anche alla ripartenza della stagione il rookie dei New Orleans Pelicans è stato limitato a soli 15 minuti dallo staff medico della squadra. Una decisione che è probabilmente costata la vittoria nel finale tirato tra New Orleans e gli Utah Jazz all’esordio, con Williamson seduto in panchina negli ultimi otto minuti avendo già esaurito tutto il tempo a disposizione — una decisione che è stata presa con fastidio dal numero 1 del Pelicans, secondo quanto riportato da Chris Haynes di Yahoo Sports. In molti hanno sottolineato come coach Alvin Gentry avrebbe potuto tenere qualche minuto “di scorta” per il finale di gara, invece che tenerlo fuori per gli ultimi 7:19 della sfida per fare spazio a E’Twaun Moore. Da lì in poi infatti i Pelicans hanno subito un parziale di 17-8 nel quarto periodo, rimanendo a quattro gare di distanza dall’ottavo posto occupato dai Memphis Grizzlies (poi battuti dai Portland Trail Blazers, riaprendo la corsa all’ultimo piazzamento utile per i playoff). 

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“Non hanno cercato di trattenermi: volevo essere in campo, ma sto ancora lavorando sul ritrovare il mio ritmo. Non c’è niente di più” ha provato a dire Williamson dopo la partita, gettando acqua su una situazione che con ogni probabilità è ben più intricata di così. A spiegare la situazione per intero è stato quindi il capo della dirigenza dei Pelicans, David Griffin: “Il motivo per cui ha giocato solo l’inizio dei quarti è medico: il nostro staff ha detto di volerlo sempre caldo e pronto prima di entrare in campo. I giocatori hanno una certa routine: la sua è di fare stretching a un certo punto per essere pronto a giocare. Se si alza da ‘freddo’, non è in grado di giocare al meglio”. Nei 15 minuti avuti a disposizione Williamson ha firmato 13 punti con 6/8 al tiro e un assist, pur senza lasciare il segno da altre parti nel tabellino.

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Il piano del suo rientro, comunque, rimane uguale indipendentemente dal risultato delle partite: “Essendo uscito dalla bolla per motivi familiari, Zion non ha potuto acclimatarsi con le amichevoli come gli altri. Stare lontano 13 giorni dal gruppo e non aver giocato a pallacanestro per quattro mesi non è una situazione ideale”. Griffin ha anche aggiunto che Williamson non giocherà minuti significativi contro gli L.A. Clippers (stasera a mezzanotte in diretta su Sky Sport NBA, ultima gara di una maratona con tre partite in fila) e potrebbe proprio non scendere in campo contro Memphis lunedì. “È una questione di preparazione: ci vorrà del tempo per rimetterlo in ritmo e il calendario serrato non permette di allenarsi nei giorni liberi. Mi rendo conto che è un danno per le nostre chance di playoff, ma affrontare questo processo è l’unico modo per averlo al 100% nelle partite successive. Non c’è alternativa. E sarebbe lo stesso per ogni altro giocatore”.

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