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NBA, Danuel House finisce nei guai: violato il protocollo, out in gara-4

HOUSTON
©Getty

Ci sono brutte notizie per gli Houston Rockets. la NBA sta investigando una possibile violazione del protocollo della bolla da parte di Danuel House, che ha già saltato gara-3 per "motivi personali" e potrebbe rimanere fuori per il resto della serie. Secondo quanto scritto da Yahoo, il giocatore avrebbe fatto entrare nella sua stanza una donna addetta per i test sul COVID-19

Come se essere sotto nella serie contro i Los Angeles Lakers non fosse abbastanza, ci sono ulteriori brutte notizie per gli Houston Rockets. Secondo quanto riportato da ESPN, la NBA sta investigando su una possibile violazione del protocollo della bolla di Disney World da parte di Danuel House, ed è possibile che venga squalificato per il resto della serie. House, sesto uomo della squadra di coach Mike D’Antoni, dopo essere già rimasto fuori all’ultimo minuto per gara-3 contro i Lakers (per motivi personali) non è sceso in campo neppure per il quarto episodio della serie, togliendo così ai Rockets un membro importante della loro rotazione. Coach Mike D’Antoni alla vigilia della partita ha smentito che la questione sia legata al COVID-19, ma pur non essendo stata specificata ufficialmente la violazione commessa dal giocatore, dovrebbe trattarsi di un’attività non permessa all’interno dell’hotel della squadra (il Grand Floridian, unica squadra rimasta in quel resort) e sulla quale la lega sta ancora investigando.

Cosa è successo tra l'addetta e Danuel House

Secondo quanto scritto da Yahoo Sports, lunedì sera (quindi dopo gara-2 coi Lakers) House avrebbe fatto entrare nella sua stanza una delle addette ai test per il COVID-19. La donna, interrogata dalla security della lega secondo quanto scritto da The Athletic, ha superato vari checkpoint e ci sono le prove di una sua uscita dall'hotel nelle prime ore di martedì mattina. L'addetta, che non è parte dello staff della NBA, sostiene di aver avuto contatti con Tyson Chandler e con un altro giocatore dei Rockets (non House). Chandler è stato investigato dalla lega ma è stato "prosciolto" e l'intera squadra dei Rockets ha passato un periodo di quarantena per un potenziale contatto prima di gara-3 contro i Lakers, nella quale non sono scesi in campo né House né Chandler. Non esistono prove video che colleghino la donna a House, ma secondo quanto riportato c'è la possibilità che l'apertura e la chiusura della porta della camera di House combacino con quella della presenza della donna nell'hotel. Il giocatore ha però veementemente negato ogni violazione e sta venendo rappresentato dall’associazione giocatori per trovare una soluzione alla questione: è possibile che venga sottoposto a una quarantena di 10 giorni, di fatto impedendogli di scendere in campo da qui alla fine della serie contro i Lakers.

I problemi nella rotazione di coach D’Antoni

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Si tratta comunque di un brutto colpo per la rotazione di Mike D’Antoni, visto che House era partito titolare nelle partite contro OKC nelle quali Russell Westbrook era dovuto rimanere fuori e stava avendo ottimo impatto nelle partite di questa post-season con 11.4 punti e 5.8 rimbalzi di media. Senza di lui i Rockets perdono soprattutto i 31 minuti a partita in cui comunque riusciva a garantire presenza difensiva e capacità di marcare più ruoli senza togliere pericolosità sul perimetro (36% su quasi 6 tentativi a partita), due caratteristiche chiave per lo stile di gioco di Houston. In gara-3 coach D’Antoni si è affidato maggiormente a Jeff Green (35 minuti in uscita dalla panchina) dandone invece solo 10 a Austin Rivers e Ben McLemore: sarà richiesto soprattutto a loro tre di sopperire alla possibile assenza di House.

I precedenti di "quarantena punitiva" nella bolla

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Non è la prima volta che un giocatore deve sottoporsi a una quarantena “punitiva”: all’inizio della bolla era già successo a Bruno Caboclo sempre dei Rockets e Richaun Holmes dei Sacramento Kings, il primo per aver lasciato la sua stanza nelle prime 36 ore dopo l’arrivo a Disney World e il secondo per aver superato i limiti della “bolla” per ricevere cibo d’asporto. Successivamente però i giocatori, tolti qualche richiamo per non aver indossato la mascherina una volta fuori dalla propria camera o nella zona del campo, non hanno commesso ulteriori violazioni, almeno tra quelle rese pubbliche.

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