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NBA, eliminati e delusi, c'è un problema Paul George dentro lo spogliatoio dei Clippers?

NBA
©Getty

Titolare di 0/6 al tiro nell'ultimo quarto e di una gara-7 da soli 10 punti con 4/16, Paul George è finito di nuovo nel mirino dopo la sorprendente eliminazione dei Clippers per mano di Denver. Ma stavolta sembra che a puntare il dito contro di lui siano stati alcuni compagni

Sopra 3-1, sconfitti 4-3. La stagione 2019-20 dei Clippers verrà ricordata così e una squadra che aveva vinto in estate — con l’acquisizione di Kawhi Leonard e Paul George — e che in molti si aspettavano uscisse vincente anche dalla cavalcata playoff ha invece dovuto lasciare la bolla di Orlando ben prima del previsto. Fallimento, la parola più usata. Ma non da tutti: “Dentro lo spogliatoio non abbiamo mai vissuto questa stagione come un’annata da titolo-o-fallimento”, assicura Paul George, titolare di un tremendo 0/6 al tiro nel quarto quarto di gara-7 contro Denver (0/5 anche per Kawhi Leonard) e di altre prestazioni che hanno lasciato non pochi dubbi (11 punti in gara-3 contro Dallas al primo turno, 9 in gara-4 — con un complessivo 6/30 al tiro — ancora 6/19 nella conclusiva gara-6 fino ai 10 punti con 4/16 della decisiva gara-7 contro Denver).

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C’era ovviamente tanta pressione su di noi, legata alle aspettative su questa squadra. Per me era la prima volta: non mi ero mai ritrovato in una situazione dove ci si aspettava che vincessimo ogni partita, che vincessimo il titolo. Un giocatore però è proprio questo che cerca, questo è quello che vuole, ma alla fine della fiera non possiamo nasconderci: non abbiamo tenuto fede alle aspettative”, dice l’ex giocatore di Pacers e Thunder.

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E proprio lui si è ritrovato puntato addosso l’indice accusatorio di stampa e opinione pubblica: dagli ambienti vicini a Los Angeles emergono voci di diversi dissidi tra George e parecchi suoi compagni durante il periodo trascorso assieme a Orlando, per la scarsa affidabilità del prodotto di Fresno State. Quando al suono della sirena di gara-7, proprio Paul George ha fatto sentire la sua voce in spogliatoio — guardando con ottimismo al futuro, invitando tutti a restare uniti e tornare l’anno prossimo ancora più forti — le sue parole sembrano essere state accolte malamente da più di un compagno (occhi alzati al cielo, sguardi sorpresi, etc.). “Denver ha un roster che gioca assieme da anni, si conosce molto bene e questo si è visto”, ha dichiarato George. “Noi non abbiamo avuto la possibilità di farlo abbastanza questa stagione ma possiamo migliorare solo giocando assieme di più e restando assieme”. E i primi miglioramenti che vogliono vedere a L.A. sono proprio i suoi.