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NBA, i Denver Nuggets escono con orgoglio: "Torneremo ancora più forti"

DENVER
©Getty

I tre leader della squadra, da coach Malone alle due stelle Jokic e Murray, hanno espresso il loro orgoglio nonostante la sconfitta in gara-5 contro i Lakers. "Non avrei potuto chiedere niente di più a questo gruppo" ha detto l’allenatore dei Nuggets. "Ci ricorderemo di questi playoff per il resto delle nostre vite" le parole di Jokic

Alla settima partita a eliminazione diretta nella bolla, alla fine i Denver Nuggets sono caduti. Dopo aver evitato per ben sei volte di veder finire la loro stagione alla sirena finale (tre contro Utah, tre contro i Clippers), in gara-5 contro i Los Angeles Lakers la squadra di coach Mike Malone ha dovuto arrendersi davanti allo strapotere di LeBron James, autore di 16 dei suoi 38 punti nell’ultimo quarto. “Abbiamo affrontato un giocatore per cui tutto questo è una routine, questo un po’ è una consolazione” ha detto l’allenatore dei Nuggets dopo la sconfitta. “La mia sfida a questo gruppo è di tornare a giocarcela”. La parola “gruppo” è quella che più torna nel discorso finale di Malone, riempiendo di elogi i suoi ragazzi per come si sono comportati nella bolla — guadagnandosi il rispetto di tutta la NBA con la loro capacità di reagire a ogni avversità. “Cos’altro si può chiedere a un gruppo? Quanto altro impegno o sacrificio si può chiedere dopo quello che questa squadra ha affrontato negli 82 giorni in cui siamo stati qui? Abbiamo affrontato ogni avversità senza mai fuggire, anzi accettandole. Dal punto di vista dell’orgoglio, non potrei essere più orgoglioso”.

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I Nuggets hanno dimostrato di essere speciali anche in gara-5, rimontando 16 punti di svantaggio nel terzo quarto fino a pareggiare la sfida. Ad accendere la miccia è stato un fallo flagrant fischiato a Dwight Howard per una spallata a Paul Millsap, esattamente come era successo con Marcus Morris in gara-5 nella serie coi Clippers: da lì in poi Jerami Grant ha segnato 14 dei suoi 20 punti finali nella frazione fino a pareggiare i conti a quota 87, prima che una tripla di Anthony Davis rimandasse i Lakers avanti all’ultimo riposo lungo. Nel quarto periodo poi LeBron James ha fatto quello che fa LeBron James: ha preso il controllo delle operazioni e non ha mai permesso ai Nuggets di riavvicinarsi, chiudendo con una tripla doppia da 38 punti, 16 rimbalzi e 10 assist. Che i giocatori di Denver si siano guadagnati il rispetto del Re è testimoniato anche dai saluti finali, durante i quali James si è fermato sia per salutare Jamal Murray che per parlare a lungo con Grant.

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Denver è comunque riuscita ad arrivare all’ultimo quarto per giocarsela come successo anche nelle ultime tre partite della serie (“Tolta gara-1, le altre tre sono state un pareggio: la serie è molto più aperta del 3-1” aveva detto Malone prima della palla a due) nonostante i problemi delle sue due stelle. Nikola Jokic ha avuto di nuovo a che fare con problemi di falli, commettendo il terzo nel secondo quarto e giocando alla fine meno di 30 minuti, nei quali ha comunque segnato 20 punti. Jamal Murray ne ha segnati 19, ma era evidentemente in difficoltà dopo quella che nel post-partita ha definito come una contusione al piede. Entrambi comunque hanno espresso il loro apprezzamento per quanto hanno vissuto insieme: “Ci ricorderemo di questi playoff per il resto delle nostre vite” ha detto Jokic. “Abbiamo un grande gruppo di ragazzi che hanno voglia di combattere. Abbiamo vinto sei elimination games e anche oggi non abbiamo mollato, anche se loro sono stati migliori e hanno vinto. La nostra mentalità deve rimanere questa anche per i prossimi anni: non mollare, impegnarsi e darsi una chance di vincere”. “Avrei sperato che le cose andassero diversamente” ha detto Murray, che ha chiuso questi playoff con 504 punti segnati, nuovo record di franchigia davanti ai 464 segnati da Jokic, i 435 di Carmelo Anthony nel 2009 e i 423 di Alex English nel 1985. . “Ma sono orgoglioso di quello che abbiamo raggiunto. Sappiamo però che non è il traguardo finale: torneremo ancora più forti il prossimo anno”.

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