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NBA, Heat vs. Lakers è la sesta finale consecutiva per Iguodala. Ma non solo per lui

NBA
©Getty

Il grande veterano agli ordini di coach Spoelstra ha disputato le ultime 5 con la maglia di Golden State e dopo essersi rifiutato di scendere in campo con Memphis, a Miami ha trovato un'altra chance di andare a caccia del suo quarto anello. Ma anche sulla panchina dei Lakers c'è qualcuno che è sempre stato presente nelle ultime sei serie per il titolo

Andre Iguodala ha scelto il momento migliore per non sbagliare neppure un tiro: la sua gara-6 contro Boston — 15 punti con +20 di plus/minus per lui — lo ha visto chiudere con 5/5 dal campo e con 4 canestri dalla lunga distanza su 4 tentativi, prestazione fondamentale per spingere gli Heat in finale NBA. Se per la franchigia della Florida si tratta della prima apparizione per giocarsi il titolo dal 2014, per Iguodala verrebbe invece da dire “business as usual”: lui le finali NBA le disputa ogni anno dal 2015, la stagione che ha segnato l’inizio della dinastia dei “suoi” Golden State Warriors. Di quelle Finals 2015 Iguodala finì addirittura per esserne l’MVP, prima di perdere nel 2016, vincere di nuovo l’anello nel 2017 e nel 2018 e uscire ancora sconfitto l’anno scorso, contro Toronto. Arrivato a Miami solo a febbraio, e a lungo con un ruolo marginale nelle rotazioni di coach Spoelstra (che lo ha aspettato pazientemente, dopo che a Memphis si era rifiutato di scendere in campo durante la prima parte di stagione), non è un caso che un veterano esperto come Iguodala abbia sfoderato la sua partita migliore nel momento più caldo della stagione. Prima di esplodere con il 4/4 dall’arco di gara-6, il n°28 degli Heat era 2/10 dalla lunga distanza conto i Celtics e solo 7/27 nei playoff 2020. Ma con in palio il suo sesto viaggio in finale NBA consecutivo — e complice una difesa di Boston che lo ha sfidato a ripetizione lasciandogli comodi tiri — il prodotto di Arizona ha lasciato il suo marchio sul successo che ha dato a Miami il titolo della Eastern Conference.

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Iguodala diventa solo il decimo giocatore nella storia della NBA ad approdare in finale per il sesto anno in fila: gli altri sono (quasi) tutti giocatori dei leggendari Boston Celtics degli anni ’60 — Bill Russell (10 apparizioni consecutive), Sam Jones (9), Tom Heinsohn (8), Frank Ramsey (8), K.C. Jones (7), Bob Cousy (7) e Tom Sanders (6) — mentre uno se lo ritroverà davanti in maglia Lakers, quel LeBron James (8 apparizioni in fila) che ne ha fatte collezionare 7 anche al suo scudiero James Jones. La sfida Heat-Lakers con in palio l’anello non sarà però la sesta finale consecutiva solo per Iguodala. Dall’altra parte, sulla panchina gialloviola, uno degli assistenti di coach Vogel taglia lo stesso traguardo: si tratta di Phil Handy, al fianco di David Blatt e Tyronn Lue a Cleveland prima (e quindi presente in tutte le 4 finali in fila disputate dai Cavs dal 2015 al 2018) e quindi tra gli aiutanti di coach Nick Nurse a Toronto l’anno scorso, per la sua quinta apparizione in fila in finale. "Non riesco neppure a trovare le parole per descrivere il viaggio che mi ha portato fin qui", ha scritto su Twitter. Sei finali NBA consecutive, non sembra neppure vero. Come Lakers non vogliamo certo fermarci qui, ma credetemi, stasera festeggerò parecchio: è stato un viaggio davvero molto lungo". Anche perché poi, a partire da mercoledì notte, si torna di nuovo in campo: Miami Heat vs. Los Angeles Lakers è anche Andre Iguodala vs. Phil Handy, il duello che non ti aspetti.

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