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NBA, Minnesota T'Wolves: Malik Beasley arrestato e rilasciato per possesso di droga e armi

minnesota
©Getty
MINNEAPOLIS, MN - MARCH 6: Malik Beasley #5 of the Minnesota Timberwolves looks on in the third quarter during the game against the Orlando Magic at Target Center on March 6, 2020 in Minneapolis, Minnesota. The Magic defeated the Timberwolves 132-118. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this Photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by David Berding/Getty Images)

Il giocatore dei Minnesota Timberwolves è stato arrestato a seguito di una perquisizione nella sua abitazione: in compagnia di amici, gli agenti hanno trovato marijuana e “numerose” armi da fuoco, una delle quali risultata poi rubata. Poche ore dopo è stato rilasciato dal carcere di Hannepin County: “Spiegheremo la sua totale estraneità ai fatti”

Partiamo dai fatti e dalla precisa ricostruzione dell’accaduto fatta da The Athletic: Malik Beasley è stato rilasciato a seguito dell’arresto arrivato nelle scorse ore per detenzione di marijuana e di armi risultate poi rubate. Questo quanto dichiarato dall’avvocato Steven Haney, che sottolinea che al momento non ci sono accuse a carico del suo assistito. La polizia ha preso in custodia Beasley a casa sua a Plymouth, in Minnesota, e lo ha trattenuto nella prigione di Hannepin County senza fissare una cauzione: “Siamo a conoscenza della situazione che coinvolge il nostro giocatore e stiamo raccogliendo informazioni a riguardo”, si legge nello stringato comunicato rilasciato dai Timberwolves. “Al momento dell’arresto, diverse persone erano presenti nel residence con Beasley”, racconta il suo avvocato. “Lo difenderemo con forza dalle accuse che sono state mosse”. La polizia di Plymouth ha spiegato di aver ricevuto una segnalazione nel pomeriggio di sabato dopo che un’auto si era fermata di fronte al residence dove alloggia il giocatore di Minnesota e alla quale era stato intimato di andare via da un uomo che aveva picchiato sul finestrino con il calcio di una pistola. L’uomo che ha sporto denuncia ha fatto presente che, nel momento in cui si allontanava, l’arma era puntata contro la sua automobile.

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Il racconto della polizia prosegue: nell’intervenire, gli agenti hanno circondato l’area e subito notato la presenza di un “forte odore di marijuana” nella zona. La polizia ha fermato un’auto che a quel punto stava cercando di allontanarsi dalla proprietà, ma ha poi lasciato andare le tre persone presenti a bordo. Mentre l’operazione veniva effettuata, un uomo che identificava sé stesso come il proprietario della casa, ha iniziato a urlare verso gli agenti. A quel punto, ottenuto il mandato, la polizia ha perquisito la casa, trovando oltre a grandi quantitativi di marijuana anche “numerose” armi da fuoco, inclusa una presumibilmente rubata. Beasley a quel punto è stato preso in custodia, ma gli agenti non sono riusciti a identificare quale fosse l’uomo che ha puntato la pistola e minacciato chi ha esposto denuncia. Stando sempre al resoconto ufficiale, non è la prima volta che venivano fatte segnalazioni riguardo l’abitazione del giocatore dei T’Wolves.

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Nei giorni scorsi, coach Ryan Saunders aveva spiegato che Beasley ha inizialmente preso parte alle tre settimane di camp organizzate da Minnesota dopo aver ricevuto l’ok dalla NBA per riaprire i campi di allenamento per delle sessioni volontarie. Il giocatore ex Nuggets nella prima settimana si è regolarmente presentato in palestra, mentre negli ultimi giorni non aveva preso parte ai 5 contro 5 e ai lavori di gruppo voluti dai T’Wolves per ritrovare amalgama e condizione all’interno del roster. Una decisione in realtà dovuta alla sua situazione contrattuale - con l’accordo da rookie in scadenza il prossimo anno, pronto a diventare restricted free agent e ad andare a caccia di una nuova offerta nelle prossime settimane. Per questo Beasley aveva deciso di evitare rischi (e sopratutto infortuni) che avrebbero potuto compromettere la sua appetibilità sul mercato. Di certo questa storia non fa grande pubblicità a un giocatore che a Minnesota, prima della sospensione causa Covid-19, era riuscito a trovare ritmo e canestri: con i T’Wolves per lui 20.7 punti e 5.1 rimbalzi con il 42.6% con i piedi oltre l’arco nelle 14 partite giocate con la franchigia di Minneapolis. Cifre che avevano mosso non poco interesse nei suoi confronti, che potrebbe in parte scemare nelle prossime settimane.

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