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NBA, Steph Curry e il mistero di Charlotte: niente gara contro gli Hornets

golden state

“Non si sente bene”: questa le parole utilizzate dallo staff medico degli Warriors pochi minuti prima della palla a due della sfida di Charlotte, con Curry uscito dal parquet in fretta e furia e la paura di molti che possa trattarsi di un’assenza che durerà più a lungo

Niente partita del sabato sera per Steph Curry, partito con la squadra per Charlotte, pronto a scendere sul parquet, ma costretto ad abbandonare i compagni pochi minuti prima dell’inizio del match. “Non si sente bene”, è la frase ripetuta come un mantra dallo staff medico degli Warriors, che non ha in alcun modo accennato a un possibile contagio/quarantena/contatto - parole con cui abbiamo imparato ad avere grande confidenza nell’ultimo anno. Al suo posto in quintetto Mychal Mulder (che ben racconta quindi quanto sia importante la sua presenza in squadra), titolare al posto del n°30 di Golden State, da sempre molto affezionato alla gara di Charlotte - luogo dove il padre ha giocato a lungo, dove lui stesso è cresciuto e dove ha giocato al college a Davidson; il posto più vicino al concetto di “casa” in NBA che Steph ha avuto per oltre 20 anni, prima di trovare definitivamente il suo luogo ideale a San Francisco. La speranza è che sia solo una gara contro un avversario particolare da non poter giocare e non qualcosa di decisamente più grave. Lo scopriremo nei prossimi giorni.

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