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NBA, James Wiseman si dimentica di fare i tamponi, Kerr lo punisce con la panchina

GOLDEN STATE

Durante la pausa per l’All-Star Game il rookie dei Golden State Warriors si è dimenticato di sottoporsi ai tamponi obbligatori, venendo escluso dall’allenamento di mercoledì individuato da coach Kerr come fondamentale per cambiare la rotazione attorno a lui. Per questo l’allenatore lo ha tenuto in panchina per tre quarti contro i Clippers, schierandolo solo nell’ultimo quarto in cui Wiseman ha risposto in maniera eccellente

Questi Golden State Warriors hanno un problema con le partenze. Già a inizio stagione le due sconfitte consecutive contro Brooklyn e Milwaukee per aprire l’annata avevano fatto scattare più di un campanello d’allarme, anche se la squadra di coach Steve Kerr è poi riuscita a stabilizzarsi attorno al 50% di vittorie grazie alla grandezza di Steph Curry e Draymond Green. La prima partita dopo la pausa per l’All-Star Game contro gli L.A. Clippers è stata però un assoluto disastro, seppelliti sotto 36 punti di scarto già alla fine del terzo quarto. Eppure la vera notizia di serata è arrivata nel quarto periodo a risultato ormai compromesso, quando è sceso in campo la seconda scelta assoluta dell’ultimo Draft, James Wiseman. Il rookie è stato infatti punito da coach Steve Kerr per un errore commesso durante la pausa per l’All-Star Game, quando la matricola si è dimenticata di sottoporsi ai tamponi previsti per il venerdì e per il sabato al campo di allenamento della squadra, venendo escluso dalle attività previste per mercoledì. Un allenamento che coach Steve Kerr — in una stagione compressa in cui non c’è praticamente nessuna possibilità di allenarsi assieme — aveva individuato come chiave per implementare delle modifiche sostanziali alla rotazione, ridando a Wiseman il posto di centro titolare e costruendo la second unit attorno a lui, a Nico Mannion e a Jordan Poole, tornati in ottima forma dalla bolla della G-League. La dimenticanza di Wiseman ha però fatto saltare tutti i piani e mandato coach Kerr su tutte le furie, portandolo alla decisione di tenerlo in panchina in una gara in diretta nazionale.

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“Bisogna prendersi cura dei propri affari” ha detto l’allenatore dopo la partita. “Ogni dettaglio è importante. La panchina è una conseguenza dei suoi tamponi mancati che gli hanno fatto saltare l’allenamento. Ci ha recato un danno. In questa lega bisogna sempre dimostrare tutto: se vuoi essere Steph o Draymond, devi comportarti come loro. E anche due come loro sono stati messi in panchina nel loro anno da rookie, entrambi hanno dovuto combattere. Tutti i giocatori devono guadagnarsi il posto, anche le superstar”. Un concetto ripetuto anche da Curry, apparso visibilmente alterato in panchina durante un terzo quarto in cui gli Warriors sono stati seppelliti sotto 45 punti dai Clippers. “Giocare a questo lìvello è dura, essere grandi è dura. Non c’è niente di semplice nel percorso per arrivare a essere delle superstar, degli All-Star, dei giocatori attorno al quale costruire una franchigia”.

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Dal canto suo, Wiseman ha ammesso di aver commesso un grave errore dimenticandosi dei tamponi e ha risposto sul campo alla decisione di Kerr, giocando per sua stessa ammissione in maniera molto più aggressiva rispetto alla normalità. “Ero arrabbiato con me stesso perché mi sento responsabile, mia madre mi ha cresciuto nel modo giusto. Ho commesso un errore, un semplice e grave errore”. Nel solo ultimo quarto — a partita ormai conclusa, va detto — Wiseman ha chiuso con 14 punti e 7 rimbalzi, più di tutti gli altri compagni in partita sotto i tabelloni, mostrando molta più voglia e decisione rispetto al modo scialbo con cui aveva concluso la prima parte di stagione, venendo spostato da centri fisici come Enes Kanter o Deandre Ayton. La panchina punitiva può dare una svolta alla sua stagione e a quella degli Warriors? È quello che sperano sulla Baia, anche perché le sconfitte consecutive sono diventate quattro (peggior striscia della stagione) e il calendario li vede affrontare gli Utah Jazz e i Los Angeles Lakers nelle prossime due. C’è bisogno di un cambio di rotta per evitare di scivolare fuori dalla zona playoff a Ovest.

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