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NBA, Boston Celtics, Brad Stevens non ha dubbi: “Resto qui, non torno al college”

le parole
©Getty

Dopo che nelle ultime ore si erano fatte più numerosi le indiscrezioni riguardo un possibile addio di Stevens ai Celtics - già d’accordo con l’università dell’Indiana per tornare ad allenare al college - l’allenatore di Boston ci ha tenuto a smentire le voci: “Sto bene qui, l’Indiana resta casa mia, ma adesso sono un uomo del Massachusetts: mangio le vostre ciambelle e faccio il tifo per i Patriots”. Il discorso però non sembra definitivamente chiuso

Come nel caso delle profezie che si autoavverano, delle notizie che diventano tali soltanto a furia di ripeterle, Brad Stevens ha cercato in ogni modo di correre ai ripari prima della palla a due della complicata sfida - persa malamente - contro Sacramento. Lui non ha alcuna intenzione di lasciare la panchina dei Celtics, nessuna offerta ricevuta da parte di Indiana University. Non ha avanzato nessuna richiesta a Danny Ainge di andare via, dunque nessun divorzio in arrivo (sì, nella conferenza stampa questo concetto è stato ribadito come una litania): “L’ho già detto nei giorni scorsi e torno a ripetermi: no, non sono interessato ad altre panchine. Voglio che le persone capiscano che l’equivoco è dovuto al fatto che tutti sanno quanto sia speciale per me il basket collegiale e in particolare quello dell’Indiana, ma sono così felice di avere un’opportunità ai Celtics che non posso far altro che essere grato alla dirigenza per tutto quello che hanno fatto per lo staff, che stanno facendo e che faranno".

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Stevens poi prosegue: "Amo venire a lavorare qui ogni giorno, adoro l’ambiente che mi circonda. La mia famiglia è felice qui a Boston e io ho soltanto sottolineato il fatto che casa resta casa - spiegando quindi quanto significhi per me. Non vado via, non voglio farlo e non so se tra due giorni dovrò di nuovo rispondere a domande di questo genere. Spero che Indiana University trovi un grande allenatore che resti lì per i prossimi 20 anni e che i bambini del mio stato provino le stesse emozioni che ho sentito io per tanto tempo. Ma adesso non sono più un ragazzino: sono un 44enne del Massachusetts (“Masshole”, il termine usato), urlo a chi mi circonda mentre sto guidando, mangio le Dunkin’ Donuts e faccio il tifo per i Patriots”. Il licenziamento di coach Archie Miller però ha accesso non solo la fantasia di molti cronisti, ma riaperto una questione che a Boston sembra strisciante già da qualche tempo. I risultati deludenti dei Celtics in questa stagione infatti sembrano aver indisposto la dirigenza nei confronti di coach Stevens, che dal canto suo non ha mai nascosto il legame con l’Indiana. La sconfitta contro Sacramento - arrivata poche decine di minuti dopo le sue dichiarazioni - non ha fatto altro che rendere più pesante l’aria nello spogliatoio dei Celtics, nonostante l’allenatore di Boston abbia fatto di tutto per rasserenare gli animi. Basterà? Staremo a vedere nei prossimi giorni.

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