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NBA, Fournier confessa: "Sento ancora i sintomi del Covid: in campo è tutto troppo veloce"

NBA
©Getty

"Come se avessi i sintomi di una commozione cerebrale". Così la guardia dei Boston Celtics racconta di sentirsi a una settimana dal suo rientro in campo dopo aver contratto il coronavirus. "Ora va un po' meglio, ma all'inizio mi davanti fastidio le luci accecanti, e la mia vista era un po' annebbiata". Come per Tatum, anche le parole del francese accendono una spia sui sintomi a lungo termine del Covid-19

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Evan Fournier ha debuttato in maglia Celtics (con 0 punti e 0/10 al tiro) a fine marzo, dopo la trade che da Orlando lo ha portato in una squadra con ambizioni di playoff. Alla sua terza gara agli ordini di coach Stevens aveva già mandato a segno 23 punti dalla panchina, seguiti dai 17 la gara dopo. Poi la positività al Covid-19, che ha finito per fargli saltare ben 9 gare consecutive — da quella contro Philadelphia del 6 aprile fino a quella contro Phoenix del 22 — prima di tornare in campo nella trasferta di Brooklyn. Ma il ritorno sul parquet — lo ha ammesso lo stesso francese dopo il ko contro Portland, la sua sesta gara dal rientro — non ha voluto dire il superamento completo dei sintomi legati al Covid-19. Anzi. “Devo dire la verità, mi sento in maniera molto strana, è come se avessi una sorta di commozione cerebrale. Ora va un po’ meglio, ma all'inizio le luci accecanti mi davano fastidio, avevo la vista un po' annebbiata e ancora adesso mi sembra che tutto in campo si svolga troppo velocemente per me. Faccio fatica a trovare la concentrazione e la percezione che ho della profondità ora come ora è davvero pessima, ma ho consultato uno specialista, mi ha dato degli esercizi da fare e spero che le cose possano migliorare”, ha raccontato il n°94 di Boston dopo il ko subìto in casa contro Portland.

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Per l’ex Magic al danno si aggiunge anche la beffa: “Il tempismo di questa situazione sembra quasi una maledizione. Qui a Boston non hanno ancora potuto vedere quello che so fare in campo. Per la prima volta nella mia carriera ho una chance di giocarmi i playoff magari fino in fondo, in una grande squadra, e mi prendo il Covid, finendo per sentirmi in questo modo. Sono davvero abbattuto”, l’ammissione di Fournier, che però altra opzione non ha se non sperare nella graduale scomparsa di questi sintomi per tornare a essere il giocatore di sempre e dare il suo contributo a una squadra comunque in difficoltà, che al momento dovrebbe rifugiarsi nei play-in per poter staccare un biglietto per la postseason.

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