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NBA, "Nicknames": su Sky uno speciale racconta la storia e le storie dei soprannomi NBA

NBA SU SKY

In onda sui canali Sky Sport e disponibile on demand, lo speciale vuole costruire una breve storia parallela della NBA attraverso i suoi soprannomi più belli, popolari, famosi e divertenti. Come e quando nascono? Che significati nascondono? A chi si devono? da "Black Jesus" a "Black Mamba", passando per Magic, il mondo dei soprannomi NBA nasconde tantissime sorprese

Chi ha mai chiamato Magic Johnson col suo nome di battesimo, Earvin? Forse sua madre, ma non certo i tifosi e gli appassionati di tutto il mondo. Per tutti è sempre stato “Magic”, ma dietro quel soprannome — come dietro a mille altri soprannomi — si nascondono spesso storie incredibili, retroscena poco conosciuti. Chi ha coniato un soprannome? Perché? Cosa significa? Da dove arriva? Uno speciale realizzato da Mauro Bevacqua e Alessandro Mamoli in onda sui canali Sky Sport e disponibile on demand — vuole provare a rispondere a un po’ di queste domande, cercando di ricostruire in maniera molto condensata una sorta di storia della NBA vista attraverso i suoi soprannomi più famosi, popolari e divertenti. Uno come Shaquille O’Neal, per esempio, se ne è dati e ne ha dati (“The Truth” a Paul Pierce, “Flash” a Dwyane Wade) tanti, ma il bello è ricordare perché Earl Monroe era addirittura “Black Jesus” o perché David Robinson era conosciuto come “The Admiral” (l’Ammiraglio), da dove arriva “Spida” Mitchell oggi, per la superstar dei Jazz, scoprire che Wilt Chamberlain aveva due soprannomi (mentre Bill Russell neppure uno) e Larry Bird addirittura tre. Soprannomi che riguardano i singoli giocatori, ma anche le coppie (ci sono state le “Twin Towers” sia a San Antonio che a Houston), i terzetti (come quello dei Golden State Warriors degli anni ’90, “Run TMC”) o addirittura un’intera squadra (i Detroit Pistons due volte campioni NBA a fine anni ’80 erano per tutti i “Bad Boys”).

Playground&cinema serbatoi inesauribili e il caso Michael Jordan

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Lo speciale poi affronta anche temi particolari: c’è Federico Buffa a raccontare l’influenza del mondo dei playground sul trend di associare il nome di un giocatore a un nickname, una sorta di nome d’arte; e parlando di arte, quasi inesauribile il serbatoio della settima arte, il cinema — e a raccontare gli incroci più clamorosi tra campioni NBA e titoli storici sul grande schermo c’è il prezioso intervento del volto di Sky Cinema Francesco Castelnuovo. E ancora, perché con Michael Jordan — e con il suo nickname “Air” — cambia tutto? E se avete anche voi un soprannome NBA preferito, c’è un hashtag appositamente creato (#skynbanicknames) per farlo sapere a tutti.

LeBron James non poteva non avere un soprannome: per tutti è "King" James - ©Getty

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