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NBA, Mitchell on fire: eguaglia Karl Malone e trascina Utah sul 2-0: "Vinciamo di squadra"

NBA
©Getty

Il n°45 dei Jazz fa seguito ai 45 punti di gara-1 con altri 37, diventando il primo giocatore dei Jazz dai tempi del "Postino" nel 1988 a segnare 35 o più punti in due gare di playoff consecutive. Elogia tutti i suoi compagni e sottolinea il grande livello di fiducia che si respira ai Jazz, ma sono le sue prestazioni realizzative a fare la differenza, iscrivendolo in un'élite ristrettissima di grandissimi cannonieri

Si tratta di una frase fatta che si sente spesso ripetere. Un giocatore che lascia tutto sul campo. Nel caso di Donovan Mitchell però si adatta alla perfezione alla sua serata in gara-2 contro i Clippers. Una prestazione sensazionale - 37 punti con 15/29 al tiro e il 50% da tre (6/12) - per guidare i suoi sul 2-0 nella serie contro L.A., ma anche uno sforzo fisico devastante, tanto che il vederlo uscire dal campo malconcio ha fatto preoccupare più di un tifoso dei Jazz. "Ho preso una botta, mi faceva male, ma ora è tutto a posto. Sono cose che succedono. Sono venuto fin qui camminando sulle mie gambe e se volete faccio uno sprint per dimostrarvi che sto bene", tranquillizza tutti lui. Che poi passa ad analizzare il secondo successo su due gare di Utah, che ora ha il comando della serie: "Tutti abbiamo la massima fiducia reciproca, in questa squadra. Momenti difficili ci sono stati e ci saranno, quando si sono messi a zona non riuscivamo a segnare neanche per sbaglio [solo 5 possessi a punti sui 22 in cui Utah ha dovuto fronteggiare la zona schierata da coach Lue, ndr]. Succede - dice Mitchell - ma la cosa più importante è la nostra forza di volontà: io ho totale fiducia in tutti i miei compagni e loro ce l'hanno in me, permettendomi di fare quello che so fare. Joe [Ingles] si è fatto avanti nel momento più importante della gara, Bojan [Bogdanovic] ha difeso alla grandissima, Royce [O'Neale] sta facendo lo stesso dall'inizio della serie, Rudy [Gobert] lo conosciamo tutti e anche stasera ha preso i suoi soliti 20 rimbalzi. Con noi funziona così: se vogliamo vincere dobbiamo vincere di squadra, e anche se i tiri non entrano sappiamo come continuare a giocare, perché la fiducia che abbiamo in noi è ai massimi livelli". 

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Bravi tutti, quindi, ma uno un po' più bravo degli altri, e anche in gara-2 è stato ovviamente il n°45 dei Jazz, che replica ai 45 punti di gara-1 con i 37 della notte, diventando il primo Jazz dai tempi di Karl Malone nel 1988 ha segnare 35 o più punti in due gare di playoff consecutive. Merito di una partenza razzo, che lo ha visto raggiungere la doppia cifra dopo soli 3 minuti e 14 secondi (il più veloce negli ultimi 25 anni di storia della franchigia) e avere già 14 punti alla fine del primo quarto e 27 all'intervallo. Il bottino finale (37) gli regala il quarto trentello consecutivo e a oggi fa di Mitchell il giocatore con la sesta media punti ai playoff (minimo 25 gare disputate) più alta di sempre, a quota 28.4. Davanti a lui? Solo il gotha del basket NBA di tutti i tempi: Michael Jordan primo (33.4), seguito da Allen Iverson (29.7), Kevin Durant (29.2), Jerry West (29.1) e LeBron James (28.7). Gli Utah Jazz hanno trovato il loro leader.  

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