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NBA, a Philadelphia sono tutti contro Ben Simmons: anche Rivers e Embiid non lo salvano

IL PROTAGONISTA
©Getty

La clamorosa eliminazione subita dai Sixers ha portato inevitabilmente a una "caccia al colpevole", immediatamente identificato in Ben Simmons. L’australiano ha giocato un’altra gara-7 poco incisiva, segnando appena 5 punti con 4 tiri tentati pur chiudendo con 8 rimbalzi e 13 assist. E se i tifosi lo hanno fischiato sonoramente, dopo la partita né coach Doc Rivers né Joel Embiid hanno avuto parole di conforto per lui, che appare sempre più lontano da Philadelphia

Con meno di tre minuti e mezzo da giocare nel quarto periodo di gara-7, Ben Simmons si è ritrovato sotto canestro in uno contro uno con Danilo Gallinari. I Philadelphia 76ers erano sotto di due lunghezze, complice l’ennesimo canestro di un caldissimo Kevin Huerter, e avevano assoluto bisogno di una fiammata per pareggiare e mettersi nelle condizioni di vincere. Sarebbe stato ancora più significativo se a realizzarla fosse stato proprio Simmons, bersaglio delle ire dei tifosi per tutta la partita e tutta la serie, specialmente per i suoi errori ai liberi e per le sue scene mute nei quarti quarti. E l’australiano, con un bel movimento sulla linea di fondo, era riuscito a liberarsi di Gallinari ritrovandosi tutto solo sotto canestro. Ma invece di schiacciare di prepotenza come ci ha abituati a fare nella sua carriera o quantomeno depositare due punti già fatti, ha cercato uno scarico in emergenza per Matisse Thybulle, che se non altro ha avuto la prontezza di ricevere e subire il fallo, venendo mandato in lunetta per due tiri liberi — segnandone solo uno. "Devo essere onesto: non so nemmeno come dirlo, ma il momento di svolta è stato quando avevamo un sottomano già fatto e ne siamo usciti con un solo punto" ha detto Joel Embiid dopo la partita, con le telecamere che hanno pescato la sua reazione incredula davanti all’errore di Simmons e il suo tentativo di scuotere l’australiano durante i liberi. Non è bastato né per vincere la partita, crollando sotto la durezza mentale degli Hawks, né per svegliare il compagno di squadra, diventato il capro espiatorio della sconfitta dei Sixers un secondo dopo la fine della partita - anche all'interno del suo stesso spogliatoio.

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Embiid non è stato di certo l’unico a puntare il dito, direttamente o indirettamente, contro Ben Simmons. Anche coach Doc Rivers, che fino alla serie contro Washington rispediva al mittente le domande sulla possibilità di metterlo in panchina nei finali di gara tirati ed ha sempre provato a difenderlo, nelle ultime partite ha progressivamente perso fiducia in lui, tanto da toglierlo dal campo in gara-6 facendogli giocare solo 25 minuti (anche per problemi di falli). In gara-7 lo ha tenuto in campo per 11 minuti su 12 del quarto periodo e 36 alla fine, ma sono state le sue parole a fare rumore. Rivers ha detto “credo ancora in lui, anche se abbiamo molto lavoro da fare in palestra”, ma quando gli è stato chiesto se pensa che Simmons possa essere una point guard titolare in una squadra da titolo, ha detto “non ho una risposta in questo momento”. Parole che hanno un peso enorme, considerando che ora come ora il futuro di Simmons sembra lontano più che mai da Philadelphia, e questa gara-7 potrebbe essere stata la sua ultima partita con la maglia dei Sixers.

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Simmons ha chiuso le ultime quattro partite senza mai tentare neanche un tiro dal campo nei quarti periodi, uno 0/0 (che fa il paio con quello di gara-2, portando il conto a cinque su sette) che è già scolpito nelle teste di tutti i tifosi dei Sixers. E altrettanto pesante è il suo 25/73 ai liberi nel corso di questi playoff, un 34.2% che lo pone all’ultimissimo posto nella storia della NBA tra i giocatori che hanno tentato almeno 70 liberi in una post-season, peggio anche del 37.4% di Shaquille O’Neal nel 2006 e il 38% di Wilt Chamberlain nel 1968. Dal canto suo, bisogna riconoscere che Simmons non si è risparmiato, presentandosi comunque davanti ai media per parlare delle sue difficoltà: "Non ho tirato bene ai liberi in questa serie e offensivamente proprio non c’ero. Non ho fatto abbastanza per aiutare i miei compagni, ci sono molte cose su cui devo lavorare". Ma quando gli è stato chiesto se pensa di aver giocato la sua ultima partita a Philly, ha risposto: "Abbiamo perso una gara-7, tutto qui. Amo essere a Philadelphia. Amo questa organizzazione. I tifosi sono grandiosi. Ho avuto una brutta serie. Mi aspetto le critiche e mi aspetto i fischi". Chissà se saranno stati gli ultimi della sua esperienza in Pennsylvania.

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