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NBA, Utah vuole cambiare: Bogdanovic e Ingles le pedine sacrificabili

NBA
©Getty

Dopo una stagione regolare trionfale (da miglior squadra NBA) e dei playoff deludenti (con l'eliminazione in semifinale di conference), il nuovo proprietario Ryan Smith potrebbe cercare un upgrade al roster per puntare con più convinzione al titolo. I nomi del croato e dell'australiano sono i più gettonati sul mercato: ecco perché

L'eliminazione agli ultimi playoff per mano dei Clippers in semifinale di conference e le parole di Rudy Gobert all'indomani della sconfitta ("Ovviamente le nostre aspettative erano diverse, per cui fa male: dobbiamo chiederci cosa ci impedisce di fare meglio di così") hanno gettato un'ombra sull'estate degli Utah Jazz, la squadra capace di completare una stagione regolare trionfante - conclusa con il miglior record di lega - ma di ritrovarsi poi a guardare da fuori le fasi calde dei playoff NBA. Per questo, sotto la guida del nuovo, intraprendente proprietario Ryan Smith, sono in tanti a pensare che il roster dei Jazz possa subire qualche assestamente in estate. No, non certo una rivoluzione - non si toccano né Donovan Mitchell né Rudy Gobert, peraltro rinnovati da poco con contratti sontuosi, e pare che la volontà sia quella di accordarsi anche per mantenere Mike Conley nello Utah - però attorno al nucleo centrale non si escludono cambiamenti. I nomi circolati come "spendibili" sono sicuramente quello di Derrick Favors, tornato solo lo scorso anno a Salt Lake City ma con un valore di mercato relativo, ma soprattutto quelli di Bojan Bogdanovic e Joe Ingles

I contratti e le prospettive di Bogdanovic e Ingles

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Le due ali di coach Snyder ricoprono ruoli fondamentali negli equilibri di squadra: Bogdanovic principalmente per la qualità eccelsa del suo tiro da fuori (il 39% su 6.5 tiri a sera dall'arco, per 17 punti di produzione media a partita), Ingles per un'analoga precisione dalla lunga distanza (addirittura oltre il 45% dall'arco, miglior dato di squadra) unita a ottime doti di playmaking, che ne fanno di fatto un costruttore di gioco addizionale nell'attacco di Snyder. L'australiano però ha di fronte l'ultimo anno di un contratto da 12.4 milioni di dollari, e la sua situazione salariale unita a una scarsa propensione difensiva potrebbero farne un asset rinunciabile nei piani dei Jazz, per cercare di trovare un upgrade in ala, con un giocatore sempre capace di far male dall'arco ma più atletico. Per gli stessi motivi - anche se meno probabile, vista anche l'ultima ottima annata appena disputata - potrebbe finire per essere sacrificabile anche il giocatore croato che come Ingles ha ormai passato i 30 anni e a cui i Jazz devono quasi 38 milioni di dollari per i prossimi due anni. Probabile che sul mercato qualcuno disposto ad accollarsi quel contratto si trovi, ma molto dipenderà anche dalla contropartita offerta a Utah. 

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