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Mercato NBA, Golden State Warriors: il 15° posto in squadra resta vacante (per ora)

mercato nba
©Getty

La squadra di San Francisco ha scelto di rinunciare a tutti e quattro giocatori presenti al training camp - Bradley, Payton II, Bell e Mulder - non garantendo nessuno dei loro contratti e mantenendo così margine di manovra, da sfruttare tra qualche giorno per rimettere sotto contratto proprio uno di loro

Tempo di decisioni per Golden State che, a margine della sfida vinta contro Portland grazie a un super Stephen Curry, ha scelto di rinunciare a tutti e quattro i giocatori presenti nel roster durante il training camp. Niente Avery Bradley, Gary Payton II, Mychal Mulder e Jordan Bell: il contratto garantito non arriva per nessuno di loro, lasciando alla squadra di San Francisco il margine per cercare altro per completare il roster. Steve Kerr ha spiegato che non c’è nessuna ragione salariale alla base di questa scelta - rinunciare a un contratto, nella situazione complicata come quella di Golden State, vuol dire evitare di pagare un bel po’ di tasse in più. No, gli Warriors sono disposti a investire e, stando a quanto raccontato da The Athletic, il nome su cui potrebbero puntare è quello di Gary Payton II. Sì, uno dei quattro giocatori tagliati. Perché dunque rinunciare a lui adesso? Le motivazioni sono strettamente legate alle regole salariali: firmato l’ultimo giorno della scorsa regular season, il giocatore ex-Warriors avrebbe dovuto ottenere per ragioni salariali un aumento - legato all’anzianità - e puntare a un minimo garantito di 659.000 dollari, qualora non fosse stato tagliato entro la fine della preseason. Una cifra ritenuta eccessiva da Golden State, che vorrebbero però tornare a investire su di lui fino a inizi gennaio con quello che viene definito il contratto “giorno per giorno”: a quel punto, nel momento in cui bisogna garantire tutti gli accordi, decidere se investire su di lui o scegliere altro. La vera controindicazione al momento è una soltanto: nelle prossime 48 ore, ben 29 squadre possono offrirgli un accordo - mettendo sul piatto magari quei 700.000 dollari garantiti che farebbero tutta la differenza.  Staremo a vedere cosa succederà.

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