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NBA, LeBron James risponde a Enes Kanter sulla Cina: "Dimmelo in faccia e non sui social"

la polemica
©Getty

Il centro turco ha accusato il n°6 dei Lakers di far finta di niente di fronte allo sfruttamento portato avanti in Cina - nazione con cui Kanter è in aperta battaglia - per la produzione delle scarpe della linea di LeBron James: “Non voglio sprecare energie. In campo prima della partita ci siamo incrociati più volte, ma non è venuto a dirmi in faccia ciò che pensava”, la replica del campione gialloviola

Le battaglie e le cause per le quali combattere per Enes Kanter non finiscono mai. L’ultima in ordine di tempo a cui si sta dedicando con grande trasporto è quella in favore della promozione dei diritti civili e dell’indipendenza del Tibet. Argomento che ha mandato su tutte le furie il governo cinese, infastidito dalla scelta di Kanter di indossare delle scarpe durante la opening night con la scritta: “Free Tibet”: come ritorsione, lo stato cinese ha deciso di non trasmettere più in TV le partite dei Boston Celtics, mentre il centro turco si è lamentato con il suo allenatore di tenerlo spesso e volentieri in panchina per evitare problemi di altro tipo e non per ragioni tecniche. Contro i Lakers però Kanter è sceso in campo per 16 minuti, chiudendo con 5 punti e 7 rimbalzi a referto nel comodo successo Celtics: a far discutere però è stata la sua presa di posizione prima della palla due, critica nei confronti della Nike e soprattutto di LeBron James - reo di non prendere posizioni contro la Cina per convenienza economica.

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L’accusa rivolta al colosso sportivo infatti è quella di sfruttare la manodopera cinese a basso costo: denuncia che Kanter ha deciso di testimoniare con le scritte sulle scarpe contro quella che viene definita “schiavitù moderna” e portando poi un durissimo attacco contro James. Il giocatore di Boston definisce LeBron uomo che mette i soldi al di sopra della morale, almeno quando a parlare è la Cina: “Sono disgustato e triste per il modo in cui questi atleti pretendono di combattere per la giustizia e poi alla fine si ritrovano davvero a “stare zitti e palleggiare” quando il Grande Boss cinese ha qualcosa da ridire”. Kanter cita inoltre frasi pronunciate da LeBron in passato, quando spiegava di essere “informato” di ciò che stava parlando, chiedendogli in maniera provocatoria se i laboratori di schiavi che producono le sue scarpe in Asia non sono “parte della sua ricerca”? Un bel carico da 90 prima della palla a due tra Celtics e Lakers.

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A fine partita è dunque arrivata anche la replica di James che, come già accaduto in passato quando a parlare era Kanter - con cui ha dei trascorsi di provocazioni anche sul parquet - preferisce non entrare nel merito della questione: “Non voglio sprecare energie per parlare di questo”, ha ribadito LeBron, nel commentare chi gli ha sottoposto le foto delle scarpe pubblicate dal centro turco sui social con le quali ha lanciato la denuncia nei confronti del campione dei Lakers. Il n°6 gialloviola ha poi aggiunto una cosa, piccato dall’atteggiamento di Kanter - così spavaldo e provocatorio sui social, seguito però da timidezza e distanza sul parquet: “Come uomo, potrebbe venire a parlare con me faccia a faccia: ci siamo incrociati più volte questa sera prima della partita, mi è sempre passato a fianco senza fermarsi". Una storia che, al netto della voglia di LeBron di mettere tutto a tacere, certamente continuerà a far discutere.

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