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Mercato NBA, i Los Angeles Lakers non possono cedere Russell Westbrook: ecco perché

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©Getty

La squadra di Los Angeles può provare a testare il terreno con le altre franchigie, ma nessuna è disposta ad aggiungere al proprio roster un giocatore che la prossima stagione arriverà a guadagnare 47 milioni di dollari: davvero troppi, a fronte di un rendimento che continua a essere in calo

Ormai non è più un mistero, a maggior ragione dopo che coach Frank Vogel ha deciso di lasciare in panchina Russell Westbrook nel finale di partita poi persa contro Indiana: il n°0 dei Lakers, dopo tre mesi di regular season, si è rivelato come un giocatore disfunzionale e difficile da inquadrare all’interno di un roster che avrebbe bisogno di un contributo ben diverso. Westbrook invece, nonostante l’energia e la voglia, sbaglia troppa, difende poco e mette in difficoltà i gialloviola su entrambi i lati del campo. Il risultato è che, in prossimità della deadline di mercato, in molti immaginano una possibile partenza di Westbrook da Los Angeles - pochi mesi dopo una trade che con il senno di poi i Lakers forse non rifarebbero. Il problema però è che, guardando ai report di mercato, pare evidente che nessuna squadra sia disposta a investire su di lui. Il problema (enorme), oltre al suo approccio al gioco, è il mostruoso contratto che si porta dietro: nessuno è disposto a dargli 44 milioni quest'anno e soprattutto 47 la prossima stagione. Troppi, talmente tanti da renderlo incedibile.

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Con chi prendersela per tutto questo? Contro chi puntare il dito? Beh, uno dei giocatori coinvolti (stando ai resoconti di mercato) è stato proprio LeBron James - uno dei principali promotori della trattativa dei Lakers con gli Wizards. Robert Pelinka ha chiuso l’accordo e fatto tornare i conti, ma il n°6 gialloviola ha recitato una parte significativa nella trade, facendo a suo modo tutta la pressione possibile per far si che a Los Angeles arrivasse un altro All-Star. Una decisione per cui recriminare a distanza di pochi mesi, ma un tentativo che forse andava fatto per provare a rivoluzionare un roster che pare non avere le forze necessarie per competere ai playoff.