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NBA, Joel Embiid ne fa 50: "Posso essere come Shaq, Dirk, Kobe o Jordan quando voglio"

PAROLE
©Getty

Joel Embiid si è regalato un massimo in carriera pareggiato realizzando 50 punti contro gli Orlando Magic, mostrando tutto il meglio del suo vastissimo repertorio offensivo. Dopo la partita non si è nascosto davanti alle telecamere: "Quando voglio posso essere come Shaq, oppure come Dirk, oppure una guardia come Kobe o MJ. In attacco posso fare qualsiasi cosa e mixo tutto assieme"

Prima della partita contro gli Orlando Magic, Tyrese Maxey si è avvicinato a Joel Embiid e gli ha chiesto: “Allora stasera chi sarai, Shaq o Dirk?”. Uno scherzo che i due hanno fin dall’inizio dell’anno, complice la convinzione di Embiid di poter essere qualsiasi tipo di giocatore offensivo egli voglia — un mix letale di alcuni dei migliori giocatori della storia del gioco. Ed effettivamente i Magic se ne sono accorti sulla loro pelle: Embiid ha fatto quello che ha voluto in campo, pareggiando il suo massimo in carriera da 50 punti sbagliando solo sei tiri in tutta la partita (17/23) e campeggiando dalla linea del tiro libero (15/17), aggiungendo anche 12 rimbalzi, 2 assist e 3 stoppate nei soli 27 minuti che ha passato in campo (mai nessuno aveva chiuso con 50+10 in così poco tempo). "Quando ne ho voglia posso essere come Shaq, ma sono anche capace di essere Dirk, o una guardia come Kobe o come MJ. Tiro dal palleggio, porto palla, gioco spalle a canestro, tiro su una gamba sola: in campo posso fare qualsiasi cosa". Secondo i dati di Synergy Sports ben 29 dei suoi 50 punti sono arrivati da situazioni di post basso, uno dei dati più alti degli ultimi 10 anni di NBA, ma è evidente che il repertorio di Embiid sia sterminato — rendendolo uno dei migliori giocatori della NBA quando la salute lo assiste come nelle 15 partite, in cui sta viaggiando a 33.1 punti, 10.1 rimbalzi, 4.1 assist di media con il 55% da campo, il 38% da tre e l’84% ai liberi su quasi 12 tentativi a partita in appena 32 minuti di media. Una macchina da guerra offensiva con pochi eguali in tutta la lega.

Rivers aggiunge due nomi: "È un po' Olajuwon e un po' Garnett"

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Come se non fosse abbastanza scomodare giocatori del calibro di O’Neal, Nowitzki, Bryant e Jordan, il suo allenatore Doc Rivers ha messo altri due nomi nel mix: "Ha qualcosa di Hakeem Olajuwon e qualcosa di Kevin Garnett, che è una combinazione fenomenale" ha detto dopo la gara. "Sapevo quanto fosse forte prima di arrivare qui a Philadelphia, ma non pensavo che potesse fare tutto quello che fa". E il suo rendimento ha permesso ai Sixers di vincere 9 delle ultime 11 partite, rimettendosi in corsa anche per il primo posto a Est distante solo due gare e mezzo. E dire che a metà partita il pubblico di Philly aveva fischiato la squadra, sotto di 10 lunghezze all’intervallo prima di aprire in due la partita con un terzo quarto da 47-23 in cui Embiid da solo ha segnato quanto tutti gli avversari messi assieme. "Ho giocato con Dominique Wilkins, ma non so se ho mai visto una prestazione del genere" ha continuato Rivers. "Dominique magari segnava di più, ma gli ci voleva tutta la partita. Quello che ha fatto Joel è stato facile, veloce, efficiente e determinato".