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Draft NBA, Paolo Banchero a Sky Sport: "Sono il migliore, voglio giocare per l'Italia"

esclusiva

Stefano Salerno

©Getty

La NBA è pronta a sceglierlo tra i primi al prossimo Draft, l'Italia sogna di averlo a disposizione in futuro e lui sottolinea che il suo obiettivo resta quello di giocare per la nostra Nazionale: ecco cosa ci ha raccontato Paolo Banchero in un'intervista esclusiva concessa a Sky Sport a pochi giorni dal suo ingresso ufficiale in NBA

IL DRAFT NBA 2022 È IN ESCLUSIVA SUI CANALI SKY SPORT

È uno dei migliori talenti che nella notte tra giovedì 23 e venerdì 24 giugno verranno selezionati al Draft NBA 2022 - da seguire nella notte sui canali Sky Sport a partire dalla 2 e in replica con il commento di Dario Vismara e Stefano Salerno - e porta in tasca ormai da diversi mesi un passaporto italiano che fa ben sperare la nostra Nazionale di pallacanestro: Paolo Banchero è uno dei giocatori più affascinanti tra quelli che si apprestano a diventare professionisti nei prossimi giorni, in attesa di capire se saranno i Magic, i Thunder o i Rockets a puntare su di lui. Banchero infatti è unanimemente considerato uno dei tre prospetti più ambiti del Draft 2022, insieme a Chet Holmgren di Gonzaga e Jabari Smith Jr. di Auburn - giocatore che ha tutte le carte in regola per diventare un All-Star e nel medio-lungo periodo anche il volto della franchigia che deciderà di chiamarlo.

 

Le sue risposte sono secche, brevi, ma la sicurezza e la consapevolezza nei propri mezzi traspare anche a migliaia di chilometri di distanza e filtrata dalla telecamera di un computer. Sorride prima di rispondere (soprattutto se si parla di Italia) e sa bene che le prossime ore saranno tra le più importanti della sua vita, con una carriera in rampa di lancio e il mondo NBA potenzialmente alla sua portata. Nell’intervista esclusiva rilasciata a Sky Sport, Banchero non si è detto preoccupato di ciò che lo attende tra i professionisti e ha spiegato quali siano le sue intenzioni in futuro: giocare sia in NBA che con l’Italia. Speriamo che entrambi gli obiettivi diventino realtà.

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Che sensazioni provi a pochi giorni dal Draft e dal diventare un giocatore NBA?

“Sono entusiasta per quello che sta per accadere: il mio è stato un lungo viaggio per arrivare fino a qui, ho lavorato un sacco per meritarmi tutto questo. Essere qui in attesa di una chiamata al Draft è surreale, ma al tempo stesso sono consapevole che siamo all’inizio e che soltanto dopo essere stato scelto al Draft inizia il vero lavoro”

 

Quale credi sia la caratteristica migliore del tuo gioco, quella che ti differenzia dagli altri prospetti?

“La versatilità e nello specifico la capacità di passare il pallone e mettere nelle condizioni ideali i miei compagni di squadra: sono uno dei migliori tra i prospetti presenti al Draft - se non il più bravo di tutti - a farlo. In qualunque squadra mi ritroverò a giocare, so che agli altri piacerà stare in campo con me perché sono un giocatore altruista e perché riesco a creare buoni tiri per chiunque sia al mio fianco.

 

Sei il miglior talento del Draft 2022?

Sì, di sicuro: sento di essere il migliore. Ci sono tanti grandi prospetti da poter selezionare in questo Draft, ma sento di essere in grado di dimostrare il mio valore a ogni livello: so di avere enormi margini di miglioramento.

Magic, Thunder o Rockets: quale credi sia la squadra nella quale riusciresti a integrarti meglio?

Non posso darti un nome nello specifico o indicare una preferita: tutte e tre sarebbero un’ottima soluzione per me, visto che ogni squadra ha grandi qualità - differenti tra di loro. Sarò felice ed entusiasta a prescindere dalla franchigia che alla fine deciderà di scommettere su di me.

 

L’anno trascorso a Duke è stato davvero speciale per te: quale lezione ti porti dietro dall’ultimo anno in panchina di coach K?

La lezione più importante è stata capire come portare avanti degli obiettivi: noi li abbiamo fissati con mesi d’anticipo, dal primo giorno in allenamento eravamo a lavoro per quelli. Il concetto è che per arrivare fino in fondo bisogna impegnarsi ogni giorno, farlo con enorme anticipo e soprattutto non risparmiarsi mai nel lavoro quotidiano. Ricordo che già a settembre e ottobre facevamo allenamenti di due ore e mezza, senza sosta e spremendo al massimo le nostre energie. Alla fine però siamo riusciti ad arrivare alle Final Four, quindi quello sforzo ci ha portato fino in fondo come sperato.

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Quali sono i tuoi programmi per l’estate? Hai intenzione di venire presto in Italia?

Si, ho intenzione di venire in Italia: non so esattamente quando e non ho fissato una tempistica, ma verrò in Italia e sarò felice di essere lì.

 

Giocherai in futuro con l’Italia, è ancora nei tuoi piani?

Sì, la mia intenzione è ancora quella di giocare per la Nazionale di pallacanestro italiana. Sono entusiasta all’idea che sta per iniziare la mia carriera NBA e spero anche quella a livello internazionale, sono felice.

 

Parli un po’ italiano? Conosci qualche parola della nostra lingua?

So dire “Ciao”, mio padre mi ha dato qualche lezione. Lui lo parla meglio di me, io devo ancora fare tanta strada per imparare: di sicuro però lavorerò anche sul mio italiano.