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Kobe Bryant, processo per le foto ai cadaveri: alla famiglia 29 milioni di risarcimento

NBA

Si conclude con un maxi risarcimento da quasi 29 milioni di dollari la causa intentata da Vanessa Bryant - vedova di Kobe e madre di Gianna - contro il dipartimento di polizia locale e dei pompieri di Los Angeles che nei giorni successivi al tragico incidente in elicottero del gennaio 2020 avevano scattato e poi diffuso le foto dei cadaveri: "Giustizia è stata fatta"

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Si chiude con un accordo da 28.85 milioni di dollari di risarcimento la causa intentata da Vanessa Bryant, moglie di Kobe e mamma di Gianna Bryant (entrambi scomparsi tragicamente nel gennaio 2020 a seguito di un incidente in elicottero), contro chi aveva diffuso nelle ore successive alla morte dei propri congiunti le foto dei loro cadaveri. Scatti che furono diffusi soprattutto tra gli impiegati dei pompieri e della polizia locale di Los Angeles, con immagini che li ritraevano consultare le foto durante ricevimenti e banchetti e in un caso condividendo anche con un barista quegli scatti rubati durante le operazioni di soccorso sulla collina di Calabasas dove è successa la tragedia. Una cifra quindi quasi doppia rispetto ai 15 milioni di dollari fissati dal giudice nell’agosto 2022, in cui la vedova Bryant aveva raccontato di aver avuto attacchi di panico per settimane anche a causa del trauma indotto dalla condotta dei personaggi finiti sotto processo: “La giornata di oggi segna il culmine della battaglia condotta dalla signora Vanessa Bryant per ritenere responsabili coloro che hanno tenuto questi atteggiamenti grotteschi. Ha combattuto per suo marito, per sua figlia e più in generale per far rispettare i diritti dei defunti, combattendo inaccettabili mancanze di rispetto”, spiega l’avvocato della famiglia Bryant, in quella che si spera possa essere l’ultima pagina di un capitolo già molto triste e drammatico.