Dopo i tragici eventi che hanno colpito la città nelle ultime settimane, le squadre dei vari sport con sede a Minneapolis, teatro di un'altra uccisione da parte delle forze federali dell’ICE giusto sabato mattina, hanno chiesto alle varie parti coinvolte di sospendere le tensioni e riportare in città un clima di pace
UN ALTRO OMICIDIO A MINNEAPOLIS: RIMANDATA T'WOLVES-WARRIORS
Il clima di estrema tensione e, soprattutto nelle ultime giornate, di vero e proprio caos urbano che affligge Minneapolis da ormai diverse settimane non sembra volersi affievolire, anzi. L’uccisione di Alex Pretti, arrivata sabato mattina dopo quella di Renee Good del 7 gennaio scorso, da parte della forza federale dell’ICE ha alzato in maniera esponenziale il livello dello scontro ad ogni livello, anche istituzionale. Un clima, quello vissuto a Minneapolis, che sabato aveva indotto la NBA a non far disputare la sfida tra Timberwolves e Warriors, rimandata di 24 ore e quindi giocata la scorsa notte. E dopo la presa di posizione ufficiale da parte dell’associazione dei giocatori NBA, che in un comunicato avevano dichiarato di “non poter più rimanere in silenzio” di fronte a ciò che stava accadendo, è arrivata anche una lettera aperta firmata dalle squadre con sede in città e rivolta alle autorità locali così come a quelle federali.
Minnesota chiede pace
“Dopo le tragiche notizie arrivate ieri” si legge nella lettera firmata tra gli altri da Vikings, Wild, Timberwolves, Lynx e Twins, “chiediamo un’immediata cessazione delle tensioni e chiediamo alle autorità dello stato, a quelle locali e a quelle federali di lavorare insieme per trovare soluzioni reali”. Una richiesta, quella di un immediato intervento, che Breanna Stewart, stella della WNBA, ha voluto manifestare mostrando un cartello con la scritta ‘Abolite l’ICE’ poco prima di una partita del campionato 3 contro 3 Unrivaled. “Siamo così pieni di odio invece che di amore” ha poi spiegato la giocatrice, “e quindi io volevo riportare un messaggio molto semplice: abolire l’ICE significa elaborare politiche che aiutino le famiglie e le comunità invece di fomentare la paura e la violenza”.
Le parole di Kerr dopo la vittoria di Golden State
La partita rimandata sabato tra Timberwolves e Warriors si è quindi giocata la scorsa notte in un clima che, come è facile intuire, risentiva di ciò che sta accadendo in città. Al Target Center è stato rispettato un minuto di silenzio in memoria di Alex Pretti e in campo Golden State ha avuto la meglio in maniera piuttosto netta. La vittoria, però, ha lasciato un sapore amaro anche a Steph Curry e compagni. A esprimere i pensieri e i sentimenti della squadra è stato ancora una volta coach Steve Kerr: “Si vedeva che Minnesota faceva fatica a concentrarsi sulla partita, così come le persone che sono venute a vederci: è stata una serata davvero triste”.