Il nuovo formato scelto per il 75° All-Star Game ha fugato tutti i dubbi della vigilia, rivelandosi estremamente divertente e intrattenente con tre mini-gare su quattro concluse solamente nei possessi finali. Il triangolate tra due squadre degli USA e quella del Resto del mondo ha ricevuto supporto pressoché unanime dai giocatori: "Mi è piaciuto molto, è andato alla grande" ha detto l'MVP Anthony Edwards
I Giochi Olimpici di Milano-Cortina, trasmesse negli Stati Uniti da NBC che dopo 24 anni è tornata a ospitare l’All-Star Game della NBA, sono state l’assist perfetto per sperimentare con un nuovo formato mettendo due squadre "made in USA" contro una formata dal Resto del Mondo in un triangolare con mini-gare da 12 minuti, suggellate dalla sfida per il titolo tra le due migliori. Un formato un po’ complicato da digerire, specialmente nella composizione delle squadre (con Norman Powell, di origini giamaicane, spostato nel Team World a seguito di qualche assenza per infortunio di troppo), ma che alla prova del campo ha retto alla grande.
Un All-Star Game finalmente godibile
A dispetto di qualche ritrosia da parte degli stessi giocatori, infatti, ne sono uscite delle sfide estremamente godibili — complice anche l’impegno profuso fin dalla palla a due da Victor Wembanyama che ha "costretto" tutti gli altri a darci dentro. Ovviamente non stiamo parlando dell’intensità folle che vedremo nei playoff tra due mesi né delle gare di regular season di primissimo piano, ma rispetto alla media degli ultimi anni (per non dire decenni) l’impegno c’è stato eccome, con fisicità, stoppate, closeout decisi e persino qualche fallo duro per mandare in lunetta gli avversari nei momenti concitati. Ne sono uscite tre gare su quattro risolte solamente nei possessi finali, prima della finale in cui le "gambe fresche" del Team Stars hanno avuto la meglio scappando via fin dai primi minuti e gestendo il vantaggio.
Approfondimento
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La serata è andata così bene che diversi All-Star dopo il match si sono premurati di elogiarne il nuovo formato "olimpico". "Mi piace il nuovo format, ci fa competere di più perché sono solo 12 minuti" ha detto Anthony Edwards, premiato come MVP della competizione. "Avere tre squadre diverse dividendo i giocatori ci permette di riposare di più, perciò penso che sia andata molto bene". Anche Kevin Durant, al suo 15° All-Star Game, si è detto soddisfatto: "Mi è piaciuto come abbiamo giocato oggi, tutte e tre le squadre sono andate in campo e hanno giocato una buona pallacanestro. Rispetto allo scorso anno questo credo che sia stato un passo in avanti in termini di agonismo". Anche l’MVP romantico della serata, Victor Wembanyama, ha detto la sua: "Mi è piaciuto il nuovo formato. Non sarei contro a riproporlo in futuro, ma non sarei neanche contro a Est contro Ovest". Perché alla fine, più che il formato, dipende sempre tutto dall’atteggiamento con cui i giocatori scendono in campo. Quest’anno hanno dato quello che era loro richiesto: la speranza di tutti è che diventi il nuovo standard da seguire negli anni a venire.