La star degli Heat non prende bene il cambio a metà del secondo quarto, con la sua squadra già sotto di 11 punti contro San Antonio: "Lo so, cerca di proteggermi da me stesso - dice Adebayo - ma io sono stufo marcio di giocare il play-in", il suo sfogo a fine gara
La quinta sconfitta consecutiva di Miami (la terza davanti al pubblico di casa) lascia qualche strascico in casa Heat: niente di troppo serio, forse, ma i nomi coinvolti - la superstar della squadra, Bam Adebayo, e l'allenatore, Erik Spoelstra - fanno sì che a South Beach se ne parli. Dopo quattro minuti e mezzo del secondo quarto, e gli Heat già sotto in doppia cifra contro gli Spurs, coach Spoelstra richiama in panchina Adebayo, che gradisce poco. "Fa parte delle cose che mi piacciono di lui", minimizza l'allenatore di Miami nel post-partita. "Ogni tanto ci urliamo addosso a vicenda, ma io lo amo e penso che il sentimento sia ricambiato. Anche se non dovesse essere così, però, è mio compito prendere le decisioni per il bene della squadra: non voglio che giochi ogni singolo minuto di ogni tempo", le parole dell'allenatore degli Heat, a giustificazione del suo cambio. Adebayo da un lato capisce ("Lo so, a volte deve proteggermi da me stesso") ma dall'altro sottolinea marcatamente la sua frustrazione: "Non voglio finire anche quest'anno ai maledetti play-in [Miami è abbonata alle gare di "anticamera" ai playoff: sempre presente negli ultimi tre anni, ndr]. E per questo voglio scendere in campo e dare tutto quello che posso dare ogni singola partita, ogni singolo minuto". Uno sforzo, in buonafede, che forse Spoelstra ha ritenuto eccessivo, con un occhio a quella che in America chiamano "large picture".
Resta però il fatto che il quinto ko in fila degli Heat complica non poco la strada verso un'eventuale corsa playoff della squadra della Florida, che solo un'altra volta - a dicembre - aveva infilato cinque sconfitte consecutive. Per non far peggio, ora, sarà obbligatorio battere i Cavs a Cleveland nel prossimo impegno. Impresa non facile.